"Da quest’oggi non sono più consigliere regionale della Campania. Ho consegnato la lettera di dimissioni, che è stata protocollata: non si torna più indietro". Lo scrive il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna nella lettera di dimissioni riportata sul suo sito personale.
"La mia è stata una decisione sofferta - prosegue il Ministro - perché i napoletani che hanno voluto esprimere la loro preferenza per me sono stati davvero tanti, un numero superiore alle mie attese. Li voglio ringraziare ancora, uno ad uno, sono oltre 56mila.
Avevo annunciato sin dall’inizio che non sarei rimasta in Campania, mi ero offerta di essere l’anello di congiunzione tra il governo centrale e quello regionale e questo voglio fare. Il mio incarico parlamentare, però, mi ha messo davanti ad una scelta: o la Camera dei deputati, dove vengono discusse ed approvate le leggi che promuovo come Ministro della Repubblica, o il Consiglio regionale; alla fine ho optato per la prima soluzione, sicura che i miei elettori, ma anche tutti gli altri, capiranno.
Questa decisione, la necessità di dover scegliere, mi è servita anche per avviare una riflessione più ampia sulla disciplina dei 'doppi incarichi'. Su quanto gravano sull’impegno di una persona - se svolti al meglio, come ho creduto di fare io, partecipando in questi 2 mesi alle sedute del Consiglio regionale - ma soprattutto sull’effetto 'cappa' che creano sulle tante menti brillanti, giovani per lo più, che aspirano a spendersi per la politica e trovano quei posti già occupati, magari da un parlamentare come me.
I doppi incarichi sono un ostacolo al rinnovamento, allontanano le persone dalla politica. E sono fiera che, prima di me, l’abbia detto, molto più autorevolmente, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Se c’è una cosa di cui sono felice, dopo avere scritto e spedito la lettera di dimissioni, è che al mio posto, in Consiglio, siederà da domani una donna.
Quello al Consiglio regionale non vuole essere un addio, ma un arrivederci. Un arrivederci agli appuntamenti a cui gli amministratori regionali vorranno invitarmi, alle questioni che i cittadini decideranno di sottopormi. Sono sicura che tutti, in primis il presidente Stefano Caldoro, cui non sfuggono né la portata epocale della sua vittoria, né l’enorme carico di responsabilità che è seguito al successo nelle urne, mi consentiranno di offrire il mio modesto contributo per rinnovare profondamente un territorio bistrattato e male amministrato per troppo tempo".
Mara Carfagna si dimette da consigliere: "Doppi incarichi ostacolo al rinnovamento"






Commenti
E comunque i reati di violenza sulle donne c'erano già prima di lei. E non andrebbero tutelate solo loro, ma anche le altre minoranze. Non ricordo una legge contro l'omofobia. Anzi, ricordo una certa avversità ad una legge del genere. E queste pari opportunità, allora, per chi sono?