Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con il Galà Internazionale di Danza giunto alla sua undicesima edizione.
L'evento, promosso dall’Associazione FuturoDanza, con il patrocinio del Comune di Salerno, della Regione Campania e della Camera di Commercio, unitamente alla CIDEC di Matteo Caputo, istituzioni che hanno inteso premiare l’eccellenza salernitana affermatasi nel mondo di cui è icona l’arte di Vincenzo Capezzuto, è in programma domenica 23 ottobre alle ore 18,30, nell’abituale cornice del teatro Giuseppe Verdi.
Vincenzo Capezzuto, direttore artistico dell’evento, nonché doppio protagonista, ha evidenziato che sabato sera, al teatro Verdi, ci troveremo dinanzi ad uno spettacolo nuovo, non solo dedicato alla grande danza, con ospiti invitati in rappresentanza delle massime compagnie di balletto d’Europa, ma di fronte a un’apertura su tutti i linguaggi dell’arte, racchiusi in “Acqua che dagli occhi”, che saluterà il debutto di Soqquadro Italiano, impegnato in un originale spettacolo concerto incentrato su di un immaginario mito di fondazione della città di Salerno.
Suggestioni che Vincenzo Capezzuto, cantante dell’Ensemble L’Arpeggiata di Christina Pluhar, formazione con cui è in tour in tutta Europa, ha affidato al neonato progetto di Soqquadro Italiano, che ha debuttato quest’anno alla Biennale di Venezia e al Festival Barocco di Ala, esprimendole in musica e danza, sulle tracce dei testi e della regia di Claudio Borgianni, con i video e le luci di Cristina Spelti e le musiche dell’ensemble musicale di Soqquadro italiano con Vincenzo Capezzuto in veste di cantante Ludovico Minasi al violoncello, Simone Vallerotonda alla tiorba e chitarra barocca, Gabriele Miracle alle percussioni, Davide Castellari al sassofono e Daniele Rosi al contrabbasso.
I testi redatti da Claudio Borgianni saranno intercalati da melodie quali “Vurria ca foss’io ciaola”, una villanella di Sbruffapappa, cantautore e posteggiatore ante litteram, passando per Johannes Hieronymus Kapsberger con “Già risi del mio mal”, per poi giocare con improvvisazioni sulla Carpinese, sulla tarantella del Gargano e di Sannicandro, sino ad un canto d’amore pugliese “Stu pettu è fatto cimbali d’amuri”, per poi ascoltare una pagina inedita di Pietro Andrea Ziani, ritrovata dallo stesso Borgianni, “Dormite pupille”, il canto del violoncello e il gran finale con “Lo Guarracino che jeva pe’ mare” l’affascinante, allegro ed intricato racconto che è una singolare enumerazione della fauna marina del nostro golfo lunato, che eternerà il suo infinito sorriso.
La seconda parte della serata saluterà il ritorno sul proprio palcoscenico del Vincenzo Capezzuto ballerino, il quale rinnoverà l’incontro con le stelle internazionali della danza.
Ad aprire il Galà saranno Gabriella Limatola, al suo assoluto debutto in Italia, e Sobir Utabev, primi ballerini del Pfalztheater Kaiserslautern, con il pas de deux dal secondo atto di Giselle, summa del sentire romantico nel suo universo molteplice di risvolti umani.
Nell’anno celebrativo del centenario della morte di Gustav Mahler, Silvia Azzoni e Alexandre Riabko, ètoiles del Balletto di Amburgo, interpreteranno una coreografia di Neumeier ideata sull’ultimo movimento della terza sinfonia, la sua personale riflessione sul dolore e il di lui superamento attraverso musica di un pathos sì struggente e al tempo stesso rasserenante attraverso cui possiamo permetterci d'intravvedere, quale dovrebbe essere la condizione dell'essere umano liberato da una sofferenza senza scopo.
E siamo a Songs di Mauro Bigonzetti su musiche di Henry Purcell che vedrà protagonisti Vincenzo Capezzuto, Giulio Pighini e Philippe Kratz in rappresentanza dell’AterBalletto.
Silvia Azzoni e Oleksandr Ryabko si congederanno dal pubblico salernitano sulle note del I Notturno di Fryderyk Chopin, un gioiello ancora firmato da Neumeier, prima di lasciare la ribalta all’ultima creazione di Michele Merola Voices.
La coreografia affidata alla MM Company in scena al Verdi con Vincenzo Capezzuto, Enrico Morelli, Giovanni Napoli, Paolo Lauri, Philippe Kratz e Giulio Pighini, riannoda le fila dell’intero spettacolo.
Un piccolo studio che è cellula di un lavoro più complesso, composto da corpi narranti, su architetture musicali quali il Vivaldi reinterpretato da Bobby McFerrin e le melodie di Canio Loguercio, profondamente diversi tra loro. Voci che non si assomigliano, ognuna con il proprio timbro, il proprio colore, le proprie sfumature ma che, assieme, formano una melodia armoniosa ricca di colori ed immagini, un piccolo brano scorre come l'acqua, elemento che racchiude in se forza e vitalità, ma anche purezza e armonia.






