Terzo appuntamento, mercoledì 27 luglio, alle 21, con la sezione jazzistica de I “Concerti d’estate di Villa Guariglia” organizzati da Tonia Willburger.
Per il secondo anno consecutivo, grazie al Conservatorio “G. Martucci”, sotto l’egida dell’AFAM, e grazie al programma Erasmus, i concerti sono aperti dagli ensemble della massime scuole jazzistiche d’Europa.
Mercoledì sarà di scena l’Austria con gli Aura L Sculptures della Graz University of Music, formazione capitanata dalla vocalist Laura Winkler, con Adrian Kleinlosen al trombone, Benny Omerzell al pianoforte, Michael Ringer al contrabbasso e Valentin Schuster alla batteria.
Dopo il seminario che verrà tenuto in mattinata nell’auditorium di Villa Guariglia, gli Aura proporranno intorno alle 21 il loro progetto groovy Nu jazz, ovvero l’uso dei soli e dell’improvvisazione quale motore creativo per nuovi ordini sonici, quale asse portante su cui si innestano tutte le correnti musicali attuali, come il downbeat, il lounging, la etnica, il future funk e la nu bossa, concretizzando quei nuovi panorami musicali che vengono definiti, appunto, nu jazz.
La ribalta di Villa Guariglia sarà lasciata poi ad una delle massime espressioni del jazz italiano, il sax contralto di Stefano Di Battista, che si presenterà in quartetto con Roberto Terenzi al pianoforte, Roberto Pistolesi alla batteria e Francesco Puglisi al contrabbasso, per accompagnarci in un viaggio musicale che parte dal suo Charlie Parker, sino ad un assaggio del suo ultimo lavoro dedicato alle grandi donne di ogni tempo.
Un confronto aperto quello che Stefano Di Battista instaura con la storia del jazz e i suoi protagonisti, in cui il sassofonista romano si mette infatti sulle tracce del leggendario Byrd e ne segue amorevolmente le orme.
Tra assoli torrenziali e ritmi vertiginosi, funambolici fraseggi e lunghe cavate melodiche, si tratta di pagine complesse e affascinanti e memorabili, quali “Night in Tunisia” o “Donna Lee”, che raccontano di un jazz giocato tra pathos e sentimento, suonato con tecnica straordinaria e grande cuore;
rimanendo sempre fedeli al linguaggio, ma soprattutto allo spirito libero con cui Parker viveva il jazz, sino ad arrivare ad oggi, per rendere omaggio alle figure femminili, reali o letterarie, che si fossero distinte nel secolo scorso per affermazione di talento e lotta per il superamento degli steccati in cui la società maschile le aveva relegate, per regalarci un piccolo assaggio di Woman’s land.






