Dopo lunghi lavori di recupero e ristrutturazione, giovedi 16 giugno è stata inaugurata la Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni (corso Umberto I, 137), con una straordinaria affluenza di pubblico.
La Mediateca ha oltre 2000 mq interamente dedicati all’arte e a tutte le contaminazioni culturali: dalle vocazioni territoriali alle sperimentazioni giovanili ai grandi eventi dal respiro internazionale. Uno spazio lungimirante, dove coabitano tradizione ed innovazione, il cui obiettivo principe è quello di fare della città un nuovo polo d’attrazione culturale in Campania.
Il primo dei grandi eventi è con un maestro del Novecento: Peter Brook, annunciato ospite nella giornata di sabato 18 giugno (ore 18,30), che però a causa di problemi di salute non è più intervenuto.
Nome culto ed indiscusso per intere generazioni teatrali e cinematografiche, Peter Brook, nell’occasione dell’evento nella veste “insolita” di fotografo, è autore, in collaborazione con Marie-Hélène Estienne, della retrospettiva “face to face”.
L’iniziativa, in esclusiva nazionale per la città di Cava, è stata curata dalla Galleria Piece Unique di Parigi, di Marussa Gravagnuolo e Christine Lahoud. Nell’occasione, dopo la presentazione del catalogo con scritti di Alfonso Amendola, George Banu e Lorenzo Mango (edito dalla Oèdipus), è stata inaugurata la mostra che si annuncia come un’occasione tanto originale quanto preziosa per far conoscere un ulteriore aspetto creativo e visionario del grande Maestro inglese.
Brook, il cui nome è associato dal 1974 alla sala parigina del Théâtre des Bouffes du Nord, è noto come produttore, autore, regista ma sconosciuto è il suo lavoro come fotografo che egli pratica già da qualche anno con Marie-Hélène Estienne.
Frutti, cicche di sigaretta, fogli, bucce, sassi, in breve tutti gli oggetti che si trovano sotto le loro mani perdono la loro funzione primaria e acquisiscono una dimensione ludica in un contesto creativo propizio all’emergenza di nuovi mondi effimeri. Peter Brook e Marie-Hélène Estienne elaborano dei personaggi silenziosi che costituiscono un inventario personale e burlesco. Questi volti fissano l’obiettivo, non di un apparecchio posato su un treppiedi ben piantato a terra ma di un telefonino portatile.
La nota gallerista Marussa Gravagnuolo ha precisato che Peter Brook verrà a Cava non appena le sue condizioni di salute glielo permetteranno, entusiasta di questo progetto della Mediateca Marte per la città e della mostra in suo onore.






