Il Comune di Salerno ha ospitato Don Luigi Merola nella presentazione del suo libro “Il Cancro sociale: la camorra”.
Nel Salone dei Marmi si è vissuto un momento di intensa riflessione sull’inquinamento camorristico che riguarda in mondo in cui viviamo, cercando di capire in quali settori si può intervenire per migliorare la vita.
L’esperienza parrocchiale di Don Merola a Forcella, come racconta nel libro, lo ha portato ad acquisire una maturazione importante sull’argomento. Dopo 7 anni colmi di impegno sociale ma anche molte minacce, Don Luigi si sente di dare un consiglio ai giovanissimi: andate a scuola, leggete molti libri perché la cultura sarà il vostro futuro.
Il suo intervento è stato molto vivace e coinvolgente, rivolto ad un pubblico rappresentato sia da istituzioni politiche e giornalistiche ma anche da moltissimi studenti presenti. La criminalità organizzata fa pero sull’assenza dello Stato e sulla dispersione scolastica, questa la “prospettiva privilegiata” di Don Luigi Merola, prospettiva condivisa anche dagli altri ospiti e presentata dal Sindaco De Luca in apertura.
L’intervento del Primo cittadino descrive gli intrecci perversi tra le amministrazioni e le aziende, da cui nascono canali d’azione per la camorra. Ma De Luca punta il dito soprattutto contro la cattiva amministrazione che - afferma - promuove la diffusione dell’inquinamento camorristico anche nelle nostre zone.
La presenza della camorra a Salerno è oggetto di controversia Enzo Todaro, Presidente dell’Associazione Giornalisti Salernitani, e il procuratore Alfredo Greco. Quest’ultimo, preoccupato di un rilassamento istituzionale che potrebbe favorire la crescita di attività della criminalità organizzata a Salerno, sottolinea: “Non siamo un’isola”, considerando l’inevitabile impatto che hanno su di noi le realtà vicine.
De Luca invece si concentra su questioni politiche prendendo ad esempio la questione rifiuti: “Non è cambiato nulla, i problemi sono sempre gli stessi: l’incapacità amministrativa e chi ruba”.
Il senso che emerge da quest’incontro è la solitudine politica di un uomo, Don Luigi Merola, che combatte la camorra senza l’appoggio delle istituzioni e anzi dovendo superare anche alcuni ostacoli in tal senso (come velatamente detto dai vari partecipanti e a cui fa riferimento egli stesso nel libro), ma emerge anche il senso di solitudine di un padre di famiglia, citando De Luca, che non combatterà mai la camorra se le istituzioni non danno garanzie.
Orlando Ricciardi






