In occasione della giornata di celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il 17 marzo 2011 uscirà il libro scandalo contro l’Unità d’Italia, di Giovanni Coscia, dal titolo “Le origini della questione meridionale: dai Borbone ai Savoia, alla farsa dell’Unità d’Italia”.
Il libro ripercorre la storia dall’Unità d’Italia ad oggi, partendo dalla celebre frase che Garibaldi pronunciò a Teano rivolgendosi al re Vittorio Emanuele: “Sua Maestà, il sud è stato liberato; l’Italia è fatta!” Ma da chi e da cosa doveva essere liberato il Sud?
E’ a questa domanda che l’autore Giovanni Coscia cerca di dare una risposta. Nel libro, infatti, si cerca di affermare l’identità di un popolo, quello meridionale, che dall’Unità d’Italia ha ricevuto solo sofferenza e sangue ed è da questa sofferenza e da questo sangue che è nato il fenomeno del brigantaggio, fronteggiato in maniera subdola dai piemontesi con la Legge Pica del 1863.
Si festeggia, dunque, l’unità o il massacro sociale e culturale del popolo meridionale? Per Coscia, i Savoia "hanno distrutto, col sangue dei nostri predecessori, ciò che gli uomini noti per eccesso d’intelletto avevano minuziosamente costruito strato dopo strato per migliaia di anni".
L’autore ha voluto aprire la porta di quella stanza, la cui chiave era stata ad arte nascosta e mostrare ciò che di un passato remoto è stato dimenticato. “Eccovi, dunque, l’unità d’Italia, servita su un piatto insanguinato, così come la bandiera ritratta, con al fianco il moschetto ripulito prima di essere riposto. Ma al centro di questo tricolore, impera lo stemma dei Borbone, la gloriosa dinastia che ha dato splendore al meridione d’Italia, a noi, unico popolo italico”. Questa la provocatoria affermazione dell'autore.







Commenti
FORSE E' IL CASO CHE APPROFONDISCI UN PO' L'ARGOMENTO "LE CONDIZIONI DI VITA NEL MEZZOGIORNO D'ITALIA AL MOMENTO DELL'UNITA'" PER SCOPRIRE CHE POI LA QUESTIONE MERIDIONALE NON E' FIGLIA DEL XX SECOLO NE' E' STATA CAUSATA DAL "NORD", MA AFFONDA LE SUE RADICI NEI SECOLI PRECEDENTI, QUANDO FRANCESI E SPAGNOLI SI ALTERNAVANO SUL TRONO DI NAPOLI ARRICCHENDO SE STESSI E LE PROPRIE REGGE.
VIVIAMO IN UNA CITTA' CHE E' TESTIMONE DELLO SCEMPIO PERPETRATO DA QUESTE DINASTIE SUL SUD ITALIA.
SALERNO E' LA TESTIMONIANZA FORSE PIU' CONCRETA DI QUESTO, DA STORICA CAPITALE DI UN PRINCIPATO, SEDE DI UNA UNIVERSITA' , DI FIERE E TRAFFICI COMMERCIALI INTENSI, RIDOTTA PIAN PIANO AD UN PAESOTTO, PRIVATA DI OGNI BENE,E NON GOVERNATA PER SECOLI.