"Sulla camorra bisogna sempre tenere alta la guardia": parola di Raffaele Cantone, magistrato della Cassazione e già PM antimafia di Napoli, presente a Salerno per presentare il suo ultimo libro, "I gattopardi".
All'incontro, svoltosi alla Camera di Commercio di Salerno, hanno preso parte tra gli altri il senatore del Pd Alfonso Andria, il professor Gennaro Carillo, ordinario di Storia del pensiero politico all'Universita' Suor Orsola Benincasa di Napoli, Lorenzo Clemente, presidente del coordinamento familiari vittime innocenti di criminalità.
Tanti gli argomenti affrontati da Cantone nel corso della presentazione, con un pensiero particolare rivolto ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica brutalmente assassinato nel settembre del 2010 a colpi di pistola.
"Quello che nella vicenda mi ha veramente inquietato, e lo dico da cittadino campano - ha affermato Cantone - è stato il fatto di aver visto una sorta di riflesso condizionato quando si è pronunciata la parola camorra. Senza che nessuno sapesse cos'era, e malgrado le modalità facessero pensare alla camorra, la prima cosa detta è stata che la camorra non c'entrava nulla.
Questo e' un atteggiamento classico di chi vuole mettere la testa sotto la sabbia. Leggendo anche i giornali mi pare invece di capire che la camorra c'entra eccome. Tenere la guardia alta dovunque è sempre una cosa positiva, anche quando sappiamo che la camorra non c'e', come in queste zone dove non è particolarmente presente".
Nessuna ipotesi, però su chi o quali interessi potrebbero aver portato all'uccisione del sindaco: "Attendo l'esito delle indagini. Tra l'altro voi avete un Procuratore della Repubblica particolarmente esperto, Franco Roberti, che e' stato anche il mio capo e grazie a questo ne ho potuto apprezzare capacità che sono assolutamente fuori dal comune".
Nel suo ultimo libro, "I gattopardi", il magistrato parla delle nuove frontiere della criminalità organizzata: "Medici, architetti, commercialisti formano i ranghi delle nuove famiglie: sono i Gattopardi, le figure a cui le mafie si stanno affidando". Nel libro, Cantone riporta la sua personale esperienza di pm, impegnato nel contrasto alla camorra, cercando di spiegare il rapporto tra la politica campana e la criminalità organizzata con alcuni esempi, come quello della vicenda dell'emergenza rifiuti "uno dei principali elementi su cui si sono costruite fortune imprenditoriali e politiche a livello regionale e nazionale".
"L'emergenza rifiuti è stata e, in parte, è ancora oggi, una grande occasione di affari - spiega il magistrato - Sarebbe interessante capire, per esempio, quanto effettivamente dei soldi che il Commissariato ha speso, sono stati investiti veramente per i rifiuti e non per tutto quello che c'e' intorno. Le ultime indagini della Procura di Napoli stanno dimostrando che l'emergenza è servita anche e soprattutto per inquinare, con un effetto che credo sara' disastroso sul piano dell'opinione pubblica".
"L'immagine che si dà della giustizia in Italia - conclude Cantone - è assolutamente non coincidente. Sarebbe molto meglio che tutti invece di difendersi dalle persone, si difendessero nei processi. Questa vecchia tiritera di sentire continuamente che i giudici che non vogliono le leggi le portano alla Corte Costituzionale, non va bene. Qualcuno, infatti, dovrebbe spiegare a chi pensa questo, che è una procedura prevista dalla Costituzione".






