"Giustizia sotto tiro" è il titolo del libro di Nicola Mancino, illustrato nella sala Genovesi della Camera di Commercio di Salerno.
La presentazione è avvenuta nel contesto di un incontro giuridico-filosofico, che ha dettato i temi del libro arricchendoli di osservazioni e considerazioni personali da parte di personaggi autorevoli, quali il Senatore Michele Pinto, che ha svolto il ruolo di moderatore.
Relatori del convegno Marzia Ferraioli, Ordinario di Procedura Penale presso l'Università Tor Vergata di Roma, Paolo Carbone, avvocato penalista, Pasquale Stanzione, Ordinario di Diritto Privato all'Università di Salerno e il procuratore della Repubblica di Salerno Franco Roberti.
Tra i temi principalmente discussi il rapporto politica-magistratura ed in particolare il tema del processo breve. In proposito non sono mancati riferimenti alla scena politica degli ultimi anni, ricorsi etici alla costituzione e riflessioni attente dei partecipanti. Mancino ha raccontato in questo libro la sua lunga esperienza di parlamentare, facendone una biografia di eventi significativi amalgamati dall’evoluzione che il pensiero politico ha subito in questi trent’anni.
Mancino è stato Presidente del Senato dal 1996 al 2001 e ha recentemente concluso il suo incarico di Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (31 luglio 2010). Come per altri politici, il suo nome è stato messo in relazione alla recente vicenda 'Anemone' dalla quale, però, sembra essere uscito come estraneo ai fatti.
I vari relatori hanno dato luogo, grazie alla loro preparazione e all’attinenza del loro ruolo, ad una critica ampia e propositiva dei temi trattati. L’avvocato Carbone ha eminentemente riassunto il senso dell’opera di Mancino, esprimendo la sua considerazione sulla difficoltà del periodo che vive oggi la magistratura, seppur con la ferma consapevolezza che “non si può cadere nello sconforto [...] si deve aprire una nuova stagione della giustizia italiana”.
Ha seguito un sentito intervento della professoressa Ferraioli, la quale ha sottolineato come il libro scritto da Mancino ci presenti la sua vita e con essa una parte della nostra storia politica. Il professor Stanzione ha inoltre evidenziato come il senatore Mancino rappresenti un testimone della Costituzione.
"Il suo libro - sottolinea Stanzione - è di stringente attualità”. Il dialogo si è alimentato di quella fame e sete di giustizia di cui ha parlato il senatore Pinto, che consente di raggiungere “uno scopo maggiore rispetto alla diffusione del libro, ossia poter parlare di giustizia”. Una fame che si è percepita anche ascoltando il discorso di Franco Roberti, procuratore della Repubblica, il quale ha fortemente sottolineato l’importanza di un fattore laico all’interno della corte costituzionale e del consiglio superiore della magistratura.
A conclusione della serata, l’intervento di Nicola Mancino che esordisce così: “Non sarò sempre io quello che accende il fuoco e fa divampare l’incendio?” in riferimento al contesto politico in cui si inseriscono le riflessioni contenute nel suo libro. Mancino ripropone alcuni momenti del lungo percorso parlamentare, ribadendo come non sempre, specialmente in questi ultimi anni, i rapporti con le sponde politiche siano stati semplici.
Orlando Ricciardi






