Mercoledi, 23 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 11:08

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Il "Neogiornalismo" secondo Morcellini all'Einaudi Salerno

morcellini

Nel '900 il movimento del neorealismo sconvolse il modo di raccontare la vita attraverso il cinema, la letteratura e l'arte in generale.

Il volume di Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell'Universita la "Sapienza", ed intitolato appunto " Neogiornalismo", vuole raccontare come si è evoluto, secondo l'autore, il mondo della comunicazione.

Varie sono le ragioni per cui Morcellini ha deciso di realizzare questo volume, e le racconta lui stesso durante l'incontro organizzato presso la libreria Einaudi di Salerno. "Analizzare cosa c'è di positivo nel giornalismo del passato - racconta l'autore - cosa c'é da salvare del giornalismo contemporaneo e cosa possiamo dire del giornalismo di domani".

Questo volume, infatti, secondo la docente Anna Bisogno, moderatrice dell'evento, "si inserisce nell'ambito del dibattito del sistema dell'informazione, in un momento in cui molti media si intersecano ed offrono non solo nuove sfide, ma anche molte criticità".

Anche Paolo di Giannantonio, giornalista Rai del Tg1, ed ospite della presentazione, nel suo intervento pone l'accento sulle problematiche legate all'evoluzione del mondo della stampa. "I quotidiani piú letti sono il Fatto, Libero, il Giornale, calendari di quel che poi si leggerà e si sentirà dire la mattina in edicola".

Una eccezione? Secondo il giornalista è "Enrico Mentana. Lui ed il suo tg su La7 dal punto di vista numerico non hanno paragoni. E' passato dall'1.75 al 10% di share tutti i giorni. Un miracolo, perché Mentana é percepito come credibile. Il calo di credibilità del Tg1 é sentito moltissimo invece. Domenica scorsa ha toccato l'apice negativo del 16% di share: un campanello d'allarme per i telegiornali di oggi".

"Con il bipolarismo - prosegue - sono cambiate le carte in tavola, e per noi c'é stato un danno di fatto. Siamo sempre stati i primi nella letteratura, e ci siamo sempre sfidati a colpi di pennello fine, ma sul giornalismo di inchiesta non abbiamo mai brillato ed abbiamo tutto da imparare dagli inglesi".

La nascita e la diffusione di internet sono peró i veri e propri nodi centrali della ricerca di Morcellini. "Youtube - afferma l'autore - é oggi il mezzo di diffusione piú potente. Siamo passati dal super8 al Macintosh, ed é un mezzo che é diventato non solo di comunicazione ma anche di diffusione di diritti sociali, come testimonia il suo enorme utilizzo e successo durante la primavera araba".

Per Morcellini peró, per attuare un reale cambiamento si deve "svegliare la cultura giovanile, che in questo momento dorme. Se i giovani sono cosí qualche colpa noi adulti ce l'abbiamo, per citare Sciascia".

Secondo Di Giannantonio peró i problemi del nuovo giornalismo dipendono anche dalla "monarchia assoluta che vige in Europa da parte dei direttori dei giornali, che possono fare ció che vogliono. Compaiono tre o quattro volte a settimana in televisione, per vendere di piú, dovendo anche competere con Striscia la Notizia ed MTV. Che non sono giornali, e ci prendono giustamente anche per il culo".

Monica Merola

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