Lo scorso 21 dicembre il Sole 24 Ore ha stilato l'annuale classifica sulla vivibilità delle città italiane, nella quale sono state analizzate, per ciascuna delle 107 città valutate, alcuni indici caratteristici.
Le cose vanno male per tutti i 5 capoluoghi di provincia della Campania, collocatisi tutti nelle ultime posizioni.Nello specifico, all’82° posto troviamo Benevento, al 93° Avellino e solo al 95° Salerno; per trovare Napoli si deve fare un salto fino al penultimo posto, il 106°. Con riferimento all’anno scorso, poi, nessuna città campana è riuscita a migliorare la sua collocazione in classifica; Salerno, in particolare, ha perso 5 posizioni.
La classifica è stata stilata aggregando i dati estratti da una serie di indicatori sulla qualità della vita; di seguito si riporta una sintesi dei più significativi.
ECONOMIA
A Salerno c’è una notevole percezione di aumento dei prezzi: ciò è evidenziato dal fatto che la città si colloca addirittura al 105° posto (tra le città in cui il problema inflazione è molto sentito). Salerno è, inoltre, l’ultima d’Italia in termini di tenore di vita con riferimento a: Pil pro capite mensile (1093€); risparmio medio in banca (7031€), importo medio delle pensioni erogate ai residenti (581,14€), consumi medi per famiglia in un mese (791,07€), costo medio al mq per un’abitazione, che con una media di 2900€/mq, colloca la città tra quelle con i prezzi più alti delle case in Italia.
OCCUPAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO
Anche in questo ambito emergono numerose criticità: ciò è evidente con riferimento sia alle percezioni della popolazione e sia ai dati. In particolare, il 51,2% dei cittadini intervistati percepisce come grave il problema dell’occupazione in città. Salerno occupa l’88esimo posto nella classifica “affari e lavoro” composta dai seguenti indicatori: spirito d’iniziativa (imprese registrate ogni 100 abitanti), che vede la città al 45° posto; rapporto tra nuove imprese e imprese chiuse, che fortunatamente vede la città in alto nella classifica, precisamente all’8° posto; protesti per debiti non pagati, che colloca la città al 102° posto con 122,8€ di debiti insoluti per persona, una enormità rispetto ai 10€ di Belluno; donne occupate (solo il 26,1%) e infine tasso di disoccupazione, dato che vede la città all'84° posto, tra le città con i più alti tassi di disoccupazione.
SICUREZZA
La città si posiziona discretamente nella classifica della sicurezza, attestandosi al 46° posto in Italia; tuttavia si sente il peso dei reati cosiddetti minori. Salerno è 74ª per microcriminalità, con 140 scippi ogni 100mila abitanti, è 13ª per i furti di appartamento, con solo 117 furti ogni 100mila abitanti, un’inezia rispetto ai quasi 500 di Trapani. La città è, poi, 87ª per le rapine in città e 94ª per le truffe. Dai dati spicca il peso dei reati di tipo predatorio, che contribuiscono in maniera molto significativa a penalizzare la qualità della vita nel suo complesso; basta fare un confronto con la prima città della classifica sulle rapine, Belluno, con solo 3,7 rapine ogni 100mila abitanti.
EFFICIENZA E SALUTE
La città si posiziona discretamente nella classifica sull’efficienza attestandosi al 64° posto.
L’indice ha tenuto dei seguenti indicatori: presenza di infrastrutture (56° posto, addirittura prima di alcune importanti città del nord Italia); ecologia, indice in cui Salerno si attesta al 36° posto; decessi per tumore, che colloca la città al 17° posto con solo il 27% dei casi contro il 37% di Brescia, ultima in classifica; velocità della giustizia, che vede la città precipitare al 97° posto, molto dopo Napoli.
TEMPO LIBERO
Salerno si posiziona discretamente (quantomeno in confronto con gli altri capoluoghi campani) nella classifica sul tempo libero, raggiungendo l’87° posto, molto prima di Napoli, Avellino e Benevento. Gli indicatori di cui si è tenuto conto nel calcolo di questo indice sono stati: numero spettacoli ogni 100mila abitanti, che ha visto la città posizionarsi al 38° posto, ben oltre molte città del Nord; presenza di bar e ristoranti, che ha nuovamente visto la città in alto nella classifica con 457 bar ogni 100mila abitanti, addirittura al di sopra di città come Milano o Firenze. Male, invece, per ciò che riguarda il volontariato e l’attività sportiva: dalle statistiche Salerno è terzultima per la presenza di associazioni di volontariato, mentre invece si colloca al 93° posto per la presenza di attrezzature sportive (palestre e altro)
LA LETTURA DEI DATI
Dall’analisi si notano chiaramente gli effetti positivi dell’amministrazione De Luca, soprattutto con riferimento all’ecologia, al tempo libero e alle infrastrutture. Tuttavia si fa sentire drammaticamente il peso di altre variabili, legate in particolare all’occupazione e allo sviluppo economico. I dati delineano una situazione molto critica, soprattutto per i giovani; in particolare le ridotte prospettive occupazionali e l’eccessivo costo degli immobili rendono impresa ardua la pianificazione del proprio futuro per le nuove generazioni, con il conseguente fenomeno dell’ emigrazione o dei lavoratori pendolari di lungo raggio; basti pensare che a Salerno la gran parte delle cancellazioni dagli elenchi anagrafici comunali sono dovute a trasferimenti di residenza e non a decesso.
STEFANO ZUMPANO
Qualità della vita, Salerno precipita al 95° posto





