La Cia di Salerno esprime forte preoccupazione per la crisi che sta investendo il settore cerealicolo: le conseguenze potrebbero essere disastrose per l’economia agricola regionale, con la chiusura di tante aziende e la diminuzione delle superfici coltivate.
A poche giorni dalle operazioni di mietitura, molte imprese cerealicole rischiano di chiudere i battenti. I prezzi pagati agli agricoltori sono in caduta libera, si passa dai 33 euro per quintale di grano pagati nel 2008, ai 23 euro del 2009 ai 13-15 euro del 2010. I prezzi sono addirittura più bassi di venti anni fa, quando le quotazioni erano di 50.000 lire, pari ad euro 25,82, un “taglio” drastico quasi del 50 %.
La Cia lancia un grido diallarme, i produttori sono al collasso, anche perché costretti a sostenere costi (produttivi, contributivi e burocratici) in crescita record (più 30 per cento rispetto allo scorso anno).
"I prezzi all’origine sono sempre più stracciati - affermano i vertici Cia di Salerno - Basti pensare che produrre un ettaro di grano duro costa all’agricoltore circa 900 euro, mentre, in queste particolari condizioni, i ricavi non arrivano a 600 euro. Gli agricoltori sono ancora una volta usurpati del loro diritto ad avere un giusto reddito".
Cia Salerno: "A rischio le aziende cerealicole della Campania"





