Giovedi, 9 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento09.02.2012 16:18

Tu sei qui Cronaca Mesi di schiavitù sessuale, arrestati coniugi gestori di un privè

Mesi di schiavitù sessuale, arrestati coniugi gestori di un privè

I Carabinieri della Sezione Polizia Giudiziaria della Procura di Nocera e della Tenenza di Scafati, a conclusione di indagini scaturite dalla denuncia di una donna brasiliana, hanno arrestato i coniugi Clemente Gagliardi, classe 1963, e Filomena Discorde, 1959, entrambi di Torre Annunziata, gestori del privè “Adrenalina” di Sarno.

Sono accusati di riduzione in schiavitù, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, violenza sessuale ed estorsione.

Le indagini hanno consentito di accertare che i due, tra giugno e settembre 2009, avevano costretto la brasiliana a prostituirsi nel loro club, nonché in alcune abitazioni di Pompei e Scafati, trattenendole il passaporto e il contante corrisposto dai clienti, segregandola senza darle possibilità di uscire ed avere contatti con estranei e costringendola, dopo averla legata, ad avere rapporti sessuali contemporaneamente con più clienti.

La denuncia alla Tenenza di Scafati risale ai primi mesi del 2010, quando la brasiliana riferì di essere stata costretta a prostituirsi nel night club di Sarno. La donna riferì di aver fatto occasionalmente la conoscenza di Gagliardi, con cui aveva avuto anche una relazione e che, dopo averla inizialmente ospitata presso la sua abitazione di Torre Annunziata, spacciandola per ospite del club, l’aveva alloggiata prima a Pompei e, successivamente, a Scafati.

L'uomo l’aveva convinta a lavorare presso il locale costringendola a prostituirsi sia al locale stesso che presso la casa di Scafati, dove accompagnava alcuni uomini. La brasiliana viveva segregata in casa, senza possedere le chiavi e, soprattutto, impossibilitata a scappare perché Gagliardi si era impossessato del passaporto e del danaro. La donna non poteva allontanarsi senza il permesso dell’uomo che, quando ciò era capitato, l’aveva picchiata duramente, violentandola con rapporti “estremi” per fiaccarne la resistenza.

A seguito di ciò, i militari eseguirono una perquisizione presso l’abitazione di Gagliardi e della moglie, oltre che presso il locale “Adrenalina”. I fatti furono confermati dalle dichiarazioni di un cittadino albanese, che aveva soccorso la denunciante nel momento in cui si era allontanata dalla casa dove era segregata. Successivamente, dall’analisi dei tabulati telefonici è stato identificato un secondo testimone che aveva assistito, confermandoli, ad alcuni episodi di violenza ai danni della brasiliana.

Una ricerca operata in internet consentì poi di individuare il sito, dai contenuti a volte anche espliciti, su cui si pubblicizzava il club “Adrenalina”. La successiva acquisizione dei tabulati relativi alle utenze fisse e cellulari in uso al locale consentì di individuare un gruppo di clienti che confermarono di aver consumato rapporti con ragazze che si trovavano all’interno del locale dopo aver pagato all’ingresso al gestore la somma media di circa 100 euro.

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