Mercoledi, 23 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento22.05.2012 20:00

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Casi di auto in fiamme ad Ascea ed Eboli

carabinieri

Probabilmente, un avvertimento: è la prima ipotesi degli investigatori per l'esplosione che ieri sera, ad Ascea, ha semidistrutto un'auto.

L'episodio è avvenuto alla Marina, intorno alle 18.30: l'ordigno ha causato seri danni alla vettura, una Punto grigia di proprietà di un giovane del posto, 20 anni, idraulico.

L'auto era parcheggiata in una strada centrale, nelle vicinanze della scuola elementare. Ad accorgersi per primo dell'esplosione, che si è avvertita distintamente anche a chilometri di distanza, un ragazzo passato poco prima nei pressi della vettura e poi richiamato dalla forte deflagrazione.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Vallo della Lucania, i carabinieri della compagnia di Vallo, diretti dal capitano Starace, ed i medici del 118 dell'Ospedale San Luca.

Fortunatamente l'esplosione non ha causato nessun ferito. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, anche se ci sono pochi dubbi sul dolo: l'auto non è andata in fiamme, cosa che invece sarebbe successa se l'esplosione fosse dipesa da un problema di combustione. La pista più accreditata è quella di un movente passionale. Le indagini dovranno fare chiara luce sull'accaduto.

Ad Eboli, invece, i Carabinieri hanno arrestato, per incendio doloso e danneggiamento aggravato di autovettura, il 31enne pluripregiudicato MP. Un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile, prontamente accorso sul luogo dove si era verificato l’incendio di un’autovettura Audi A3, di un 33enne di nazionalità marocchina, effettuava il primo sopralluogo.

Durante le prime indagini, nel visionare le immagini registrate da una telecamera esterna ad un esercizio commerciale, i Carabinieri riconoscevano nell’arrestato il giovane che si era avvicinato al veicolo e, dopo averne infranto il vetro, aveva lanciato nell’abitacolo un cartone dato alle fiamme. Il malfattore veniva subito individuato presso la propria abitazione e sottoposto a perquisizione nel corso della quale venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro gli indumenti che indossava durante l’azione delittuosa.

L’azione criminosa è da ricondurre, probabilmente, a precedente discussione, per futili motivi, tra i due individui. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato associato nelle camere di sicurezza della Compagnia di Eboli, in attesa di essere processato con il rito direttissimo.

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