Un altro importante riconoscimento per la Riserva Sele Tanagro che ieri 21 ottobre aderisce e sottoscrive la Carta Nazionale del Contratti di Fiume, ottenendo di tenere nella Provincia di Salerno la prossima riunione del Coordinamento Nazionale dei Parchi Fluviali per la ratifica della Carta e la prima mostra nazionale delle buone pratiche dei Contratti di Fiume.
Un risultato ottenuto con impegno e competenza del Presidente Domenico Nicoletti che grazie all’indirizzo della Comunità delle Riserve, presieduta da Carmine Cocozza, nella scorsa estate ha sostenuto l’approvato all’unanimità del “Contratto di Fiume” come strumento per armonizzare e partecipare ad una pianificazione territoriale con e attraverso le aspettative del territorio.
I contratti di fiume sono strumenti dinamici di partecipazione ai processi decisionali che nelle regioni Piemonte e Lombardia hanno trovato apposita legittimazione normativa. Di fatto la Carta Nazionale dei Contratti di Fiume, proposta proprio dalla Regione Lombardia, recepisce i più avanzati principi adottati dal World Water Forum permettono di "adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale".
Era già allora acquisita la consapevolezza che il traguardo di un simile obiettivo richiede uno sforzo di natura non solo istituzionale, ma anzitutto culturale, affinché le acque, non solo i fiumi ma anche gli ambienti acquatici e, più in generale, i territori dei bacini possano essere percepiti e governati come “paesaggi di vita”.
‘Restituire i corsi d’acqua al territorio e il territorio ai corsi d’acqua’, questo lo slogan dei contratti di fiume, ma soprattutto la missione della Riserva Sele e Tanagro che in pochi mesi ha attivato processi di partecipazione e governace consapevole del valore della risorsa che gli è stata assegnata in gestione.
Dall’organizzazione istituzionale e programmatica, la Riserva partecipa attivamente alle emergenze territoriali, dalla “Pavoncelli bis” per la quale ha chiesto ed ottenuto una più consapevole concertazione territoriale con un’audizione alla 7° Commissione Regionale il prossimo 3 novembre, alle problematiche della Foce Sele e della fascia litoranea di competenza per la quale ha proposto di attivare un vero e proprio Patto Ambientale che sarà discusso il prossimo 26 ottobre al Comune di Eboli, insieme alle preoccupanti notizie sull’allocazione di una Centrale Nucleare a Foce Sele.
Pur nel rispetto delle disposizioni Regionali in materia queste realtà mostrano una forza di coinvolgimento e coordinamento interistituzionale e sociale che può contribuire a ridare alla Regione Campania il suo ruolo guida e di governace dei processi territoriali.






