"Non appena verrà pubblicato il bando, ed avremo in mano i documenti, ricorreremo alla magistratura, a tutti i livelli, per evitare che questo scempio possa essere portato avanti": i Picentini sono sul piede di guerra per la costruzione dell'impianto di incenerimento di Cupa Siglia.
Nella manifestazione tenutasi ieri pomeriggio - mercoledì - a Campigliano, i sindaci di San Cipriano Picentino e Giffoni Sei Casali, Gennaro Aievoli e Gerardo Marotta, hanno esposto con chiarezza la loro posizione: lotta civile, ma dura, per evitare che il territorio possa essere vittima di una nuova decisione "senza logica, una vera follia".
La giornata era cominciata, a dire il vero, già molte ore prima, quando la Questura aveva negato l'autorizzazione per la marcia di protesta, che avrebbe dovuto portare i manifestanti da Campigliano a Malche, lungo la provinciale 25. Nonostante il rifiuto, però, il Comitato salernitano 'No Inceneritore', promotore dell'iniziativa, e le amministrazioni di Giffoni Sei Casali e San Cipriano hanno deciso di tenere comunque un'assemblea pubblica, per decidere la strategia e le mosse da attuare in vista dei prossimi giorni.
Assemblea alla quale hanno preso parte produttori agricoli, coltivatori, tante associazioni e delegazioni provenienti da alcuni dei comuni più martoriati, non solo della provincia di Salerno ma dell'intera regione; c'erano infatti delegazioni da Serre, Acerra, dall'hinterland napoletano, da Sant'Arcangelo Trimonte. Presente anche il presidente di Legambiente, Michele Buonomo. Tanti striscioni e tante magliette con la scritta "No all'inceneritore, salviamo i Picentini", indossate da chiunque, bambini, anziani, giovani.
A mancare un po', forse, è stata però proprio la risposta della gente. Radunate in piazza, infatti, c'erano all'incirca un paio di centinaia di persone. "Non c'è purtroppo una vera e propria coscienza ambientale - hanno commentato gli organizzatori - altrimenti saremmo stati molti di più. Forse la puzza non si sente ancora; se si fosse sentita maggiormente, in strada ci sarebbe stata molta più gente". Pochi, ma agguerriti, i manifestanti hanno fatto sentire la loro voce; tanti interventi si sono succeduti nel corso dell'iniziativa, che si è conclusa solo dopo le 23.
Tra le proposte che si è ipotizzato di attuare (molte venute dagli esponenti del comitato 'No Inceneritore'), e che verranno vagliate nei prossimi giorni, l'istituzione di un'assemblea permanente, un punto informatico e la scelta di una sede che faccia da quartier generale per le iniziative, oltre alla decisione di aumentare il numero degli incontri, a cadenza periodica, per mantenere sempre alta l'attenzione su quanto sta accadendo.
"Doveva essere una manifestazione diversa, una marcia pacifica - ha affermato il sindaco di San Cipriano - Siamo persone perbene, non era il caso di scatenare uno scontro con le istituzioni, visto che il signor questore ci ha negato l'autorizzazione. Le motivazioni addotte, per altro, sono abbastanza banali, come un problema di luminosità o di viabilità, che per le processioni, ad esempio, non è mai stato posto.
Noi però non ci fermiamo e continuiamo a ribadire con forza il nostro 'no'. Abbiamo avuto vari incontri con la Provincia e con l'assessore Romano. Lui ha detto che sarebbe venuto a smentirci in merito a quanto abbiamo detto, ma al momento non l'ha ancora fatto. Ci aveva anche proposto un impianto alternativo, nello Stir di Battipaglia. A quell'incontro era presente anche la dottoressa Poli, venuta ad illustrare le funzionalità dell'impianto per il trattamento meccanico a freddo dei rifiuti. Oggi, invece, l'assessore non risponde nè al cellulare nè alle lettere".
Il sindaco Aievoli replica anche a quanto apparso sui giornali nella giornata di ieri, con le dichiarazioni di Romano in merito alla possibilità di cambiare idea sull'impianto se venisse trovato il posto per una nuova discarica. "Sono sbalordito dalle dichiarazioni di Romano - ha affermato Aievoli - se ha questo potere, allora la discarica la facesse al centro di Mercato San Severino. Noi non ci opponiamo alla scelta del luogo; quello che non vogliamo è che i rifiuti vengano stoccati in questo modo, che è inadeguato. Romano dice di non aver mai tradito, ma in realtà io credo che abbia tradito prima di tutto se stesso.
Noi non abbiamo detto no e basta; abbiamo dato delle alternative, perchè è il tipo di impianto ad essere sbagliato. L'inceneritore non inquinerebbe solo questa zona, ma tutta la provincia. Per questo ribadiamo il nostro no, secco e determinato, e chiediamo un incontro pubblico all'assessore Romano. Possiamo farlo dove vuole, ma deve venirci a dire perchè oggi ha cambiato idea.
Stesso discorso vale per Cirielli; non si può dire lo faccio là e basta, un amministratore non si comporta in questo modo. Hanno prima chiuso il tavolo delle trattative, e poi dopo 3 giorni hanno annunciato il nuovo piano provinciale dei rifiuti, che prevede il termovalorizzatore a Cupa Siglia ed il trattamento per l'organico a Sardone. Questo significa prenderci in giro".
"Quello a cui stiamo assistendo è un modo becero di fare politica - gli fa eco Gerardo Marotta, sindaco di Giffoni Sei Casali - qualcosa di disarmante. La nostra è una battaglia che deve essere fatta dovunque, al centro, a destra e a sinistra. Molti non partecipano perchè sono stanchi della politica, e per molti versi hanno ragione, ma questo è un tema troppo importante e troppo forte. Non possiamo lasciare che i Picentini subiscano ancora.
De Luca e Cirielli, divisi in tutto, sono d'accordo solo su una cosa, questo impianto. L'assessore regionale Romano, invece, con le sue dichiarazioni di ieri ha creato una grande provocazione, che rasenta il peggio che ci possa essere. A quanto pare dovremmo sostituirci all'incapace - a questo punto - assessore reginale e trovare noi il sito per una discarica. La verità è che presto torneremo ad avere un'emergenza rifiuti, e che l'idea della discarica per evitare l'impianto è una delle più grandi baggianate che si possano sentire".
"La nostra idea di arrivare a Giffoni - ha continuato Marotta - non era un attacco alla città, come qualche primo cittadino ha pensato, ma solo un modo per avere maggiore visibilità e per far arrivare il nostro messaggio. L'aria che si respira in queste terre ormai è già altamente critica e inquinata, così come quella delle grandi città. Portare avanti questo progetto è una scelta immorale e senza logica. Pensare di risolvere così i problemi è una follia. Chiederemo un consiglio provinciale monotematico allargato sull'argomento e sul tema dei rifiuti, vogliamo delle risposte concrete".
"Come si può pensare di portare ancora qui altri impianti per lo smaltimento dei rifiuti? - hanno ripetuto diversi degli esponenti delle associazioni che hanno preso la parola durante la serata - Non c'è alcuna logica; in quest'area ci sono già migliaia, se non milioni, di tonnellate di rifiuti, stoccati nelle discariche e nelle cave, e c'è già anche un inceneritore, il cementificio, che brucia anche i rifiuti, senza alcun controllo, se non quello dei proprietari. Una cosa incredibile. Inoltre l'inceneritore non brucerebbe solo rifiuti solidi urbani, ma anche gli RSA, rifiuti speciali assimilabili a quelli urbani. Non si può avere controllo per un mostro del genere, questa è una cosa che va fermata subito".
Giampiero Somma







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