Giovedi, 9 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento09.02.2012 16:29

Tu sei qui Comuni Picentini Giffoni Sei Casali e San Cipriano ribadiscono il "no" all'inceneritore

Giffoni Sei Casali e San Cipriano ribadiscono il "no" all'inceneritore

No al termovalorizzatore: i comuni di Giffoni Sei Casali e San Cipriano confermano la loro posizione di dissenso nei confronti della realizzazione dell'impianto di incenerimento alle porte dei picentini.

Nella serata di ieri le due amministrazioni comunali hanno dato vita ad un consiglio congiunto, svoltosi a Campigliano, nel corso del quale è stato votato all'unanimità un documento che ribadisce la forte contrapposizione alla decisione di scegliere l'inceneritore quale impianto per il trattamento finale dei rifuti.

Alla presenza di un centinaio di persone e di 27 consiglieri comunali, il sindaco di Giffoni Sei Casali Gerardo Marotta ed il sindaco di San Cipriano Picentino Gennaro Aievoli hanno ribadito una posizione già presa nei giorni scorsi. La Provincia non fa marcia indietro: l'inceneritore a Cupa Siglia, alle porte dei picentini, sarà realizzato.

"Si è interrotto un dialogo", afferma Aievoli. Nessuno sbocco per la soluzione proposta dai 2 sindaci a nome delle rispettive amministrazioni: l'impianto di Trattamento Meccanico Biologico, soluzione proposta in più occasioni come alternativa al trattamento di incenerimento, non sembra essere preso in considerazione dalle istituzioni, nonostante l'iniziale entusiasmo ed appoggio dell'assessore provinciale, ed oggi assessore regionale, Giovanni Romano.

Un dissenso ribadito da parte del consiglio comunale di ieri, e che si evince anche dalla lettera aperta del sindaco di Giffoni Sei Casali alle Amministrazioi Provinciali: "E’ il caso di rammentarvi che a Cupa Siglia vi sono già gravi fonti di inquinamento - affermava Marotta a gennaio - in quanto il Sindaco di Salerno ha delocalizzato negli ultimi anni fonderie e industrie, affiancandole alla discarica, al tritovagliatore di Sardone ed al cementificio, che è un inceneritore di vecchia e pessima generazione".

Monica Merola

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