"Siamo pronti a fare le barricate": il sindaco di Eboli, Martino Melchionda, esprime con poche, agguerrite parole, la ferma intenzione di non cedere all'ipotesi della realizzazione di una centrale nucleare nel territorio ebolitano.
Un'ipotesi tornata d'attualità anche alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti in Giappone, che hanno riacceso il dibattito sul ritorno al nucleare.
L'area della Foce del Sele, nel territorio ebolitano, era infatti una di quelle segnalate nel Piano Energetico Nazionale come idonee per la costruzione degli impianti in Campania, insieme a quella della foce del Garigliano. Una notizia circolata con insistenza nei mesi scorsi, e riproposta nel corso dell'ultima conferenza Stato-Regioni.
A differenza dello scorso anno, però, in cui con una legge regionale (primo caso in Italia) la Campania aveva detto no al ritorno del nucleare nel proprio territorio, questa volta il governatore Caldoro si sarebbe detto possibilista. Un "si" confermato anche nel corso dell'ultima conferenza Stato Regioni.
Una posizione che non è piaciuta proprio al primo cittadino ebolitano: Melchionda ha annunciato la mobilitazione di tutta la Piana del Sele, ed ha chiesto a Caldoro di volere precisare la sua posizione e, eventualmente, smentire il suo assenso alle centrali. "Invito tutti i consiglieri provinciali e parlamentari della provincia di Salerno - ha continuato Melchionda - a schierarsi apertamente sull'argomento".
Ultimo messaggio del sindaco per i cittadini: "Occorre un pronunciamento dei consigli comunali del territorio. Si gioca una partita pericolosissima sulla pelle dei cittadini, non solo della Piana del Sele. E' necessario che l'intera classe politica si assuma le proprie responsabilità".
Quasi in risposta a quanto dichiarato da Melchionda, è arrivata in mattinata una dichiarazione del Governo, per voce del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia:
"Non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio - ha puntualizzato nella seduta della commissione Ambiente e Attività produttive della Camera - Il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte". Detto questo, avanti comunque con il programma del governo. "Non è il momento opportuno per modificare le decisioni di politica energetica".







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