Monta la protesta a Laurito, dove è stata decisa la realizzazione di una delle quattro nuove discariche volute dal commissario Vardè.
Da ieri sera, numerosi cittadini contrari all'apertura della struttura hanno dato vita ad un presidio pacifico per ostacolare i lavori.
Già diversi pareri negativi sono stati espressi sull'apertura della discarica, compreso quello, degli ultimi giorni, del vescovo della diocesi di Vallo della Lucania.
I lavori comunque non sono ancora stati avviati, almeno per il momento, a causa di un disguido burocratico. La mancata notifica di un decreto ad uno dei proprietari dei terreni interessati dai lavori ha ritardato l'inizio dell'opera, ma non ha fermato i cittadini.
Provenienti non solo da Laurito ma anche dai comuni vicini di Cuccaro Vetere e Montano Antilia (giusto per citarne alcuni), i manifestanti sono "tenuti d'occhio" da carabinieri e agenti della Digos, per evitare qualsiasi tensione.
Scene, come si può facilmente commentare, già viste in altri comuni del salernitano. L'apertura di una nuova discarica deve sempre più spesso fare i conti con i "no" degli abitanti del luogo. In passato è successo a Montecorvino, a Serre, a Eboli.
Protestare è lecito, ed esprimere il proprio dissenso è un diritto, ma a questo punto, però, sono diverse le domande che richiederebbero una risposta: se tutti i comuni scelti come sede di discarica si oppongono, allora i rifiuti dove devono finire? Perchè un comune dovrebbe accettare tali impianti se in precedenza un altro si è rifiutato? Ma, soprattutto, cosa devono pensare gli abitanti di quei comuni e di quei territori che hanno già "pagato" la loro quota ai rifiuti, ospitando altre discariche senza colpo ferire?
La riflessione, ovviamente, è generale e non riguarda solo Laurito. Quella di Laurito (all'interno del Parco del Cilento, ma anche Sardone è all'interno del Parco dei Monti Picentini) dovrebbe essere solo una delle quattro discariche previste dal commissario Vardè. Non è difficile ipotizzare che ci saranno presto nuovi bracci di ferro.






