Verrà inaugurata sabato la prima “Ciucciopolitana”. L’idea targata ‘La Città del Parco’ che, grazie all’intuito di Pasquale Persico, Enzo Crivella e di Amedeo Trezza, non è nuova a queste iniziative lancia la sua nuova sfida: collegare il Cilento in sella agli asini.
Il 12 e il 13 novembre si inaugura la prima tratta della Ciucciopolitana, quella che va dal Monte Cervati, il più alto monte del Parco e di tutta la Campania, fino a mare, al Golfo di Policastro:
le due prime stazioni sono i due B&B di ospitalità rurale "La Tempa del Fico" di Angelo Avagliano a Pruno di Laurino e "Casale Il Sughero" di Amedeo Trezza a Vibonati, partenza e arrivo del ciuccio Agostino che unisce per la prima volta questi due luoghi, ancora una volta luoghi dell’anima, dai monti al mare.
Una vera e propria metropolitana rurale, fatta di stazioni di sosta a passo di asino, alla ricerca e alla scoperta dei luoghi più belli del Cilento interiore, dove l’aggettivo interiore ha una doppia valenza:
significa sia ‘interno’, cioè non necessariamente legato al turismo balneare, sia Cilento "dell’animo", quegli splendidi angoli del Parco Nazionale che offrono ai viandanti colori, odori e sapori della tradizione contadina, gusti da riscoprire e attraverso i quali riscoprire territori e comunità ancora sane e pulite.
Il percorso attraversa i campi di grano "Carusedda di Pruno" (antico grano mirabilmente recuperato negli ultimi anni da Angelo Avagliano), i campi sperimentali di grano Ianculidda e Russulidda a Caselle in Pittari, terra anche di salumi, dove Antonio Pellegrino ha ottenuto quest’anno il riconoscimento di Comunità del Cibo da Terramadre, e poi ancora le terre di Morigerati che ospitano un importante progetto enologico biodinamico firmato Bruno De Conciliis (e terra anche del fico Dottato DOP), fino ad arrivare a Vibonati in prossimità del mare del Golfo di Policastro con le sue bellissime capre cilentane.
Qui sapienti ristoratori valorizzano la fusione di ottimi prodotti orticoli col pescato mediterraneo e si possono assaggiare le specialità dolci tipiche del posto di Enzo Crivella, le ‘sapresine’ e il cannolo cilentano, vero progetto culturale perché racchiude nei suoi ingredienti di eccellenza (ciascuno dei quali proviene da un paese del Cilento) il concetto di rete identitaria e gastronomica della Città del Parco.
La città del Parco, un progetto dell’economista Pasquale Persico, nasce come idea di museo esteso del parco.






