Lunedi, 21 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento21.05.2012 19:29

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Petizione per salvare il Calore dalla secca

fiume calore

"Non c’è futuro se il fiume Calore è in secca": è il messaggo alla base della petizione che molti salernitani stanno firmando per salvare il Calore, il cui corso è a rischio per la mancanza d'acqua.

A determinare la carenza idrica, secondo i promotori dell'iniziativa, l'eccessiva captazione, fin dalla sorgente, delle acque, utilizzate a scopo potabile ma con grande spreco.

La petizione, che nelle ultime ore ha avuto anche il sostegno di un deciso tam tam sui principali social network, è stata inviata al Presidente della Repubblica, al ministero dell'Ambiente, ai presidenti di Regione e Provincia ed ai sindaci del comprensorio.

Ecco il testo integrale: "La seguente petizione ha l'obiettivo di restituire il Deflusso Minimo Vitale al fiume Calore con sorgente nel territorio del Comune di Piaggine.

Premesso: che il fiume Calore si trova in pieno Parco Nazionale del Cilento ed è tutelato a diversi livelli sia comunale che sovracomunale, costituendo un ecosistema di notevole pregio ambientale oltre che fonte di richiamo turistico per le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche come le Gole che partono da Felitto attraversando Laurino, Valle dell’Angelo e Piaggine ed arrivano alle sorgenti;

che con questa petizione si vuole mettere la parola FINE all'indiscriminata captazione delle acque sorgive che alimentano il corso d'acqua denominato Fiume Calore Lucano;

che la captazione è utilizzata a scopo potabile (e non solo) dai comuni costituenti il Consorzio Acquedotto Calore Lucano con sede in Agropoli (SA) e precisamente: Agropoli, Castel San Lorenzo, Cicerale, Felitto, Giungano, Laurino, Magliano Vetere, Piaggine, Roscigno e Valle dell’Angelo;

che in virtù di un prelievo esagerato, sovradimensionato nel calcolo degli effettivi fabbisogni, vengono captati oltre 80 l/sec. e ne vengono distribuiti ai comuni solo 46,43 l/sec. con notevole spreco ed abuso della risorsa idrica;

che per tutto il periodo estivo nel corso del fiume non vi è traccia di acqua in quanto captata alla sorgente in quantità superiori al consentito per legge; che è totalmente disatteso l'art. 12 bis del R.D. del 1933 n° 1775 cosi come modificato dal D.Lgs n° 152/2006 dove si prescrive l'obbligo del Deflusso Minimo Vitale ad ogni opera che avesse ad oggetto la derivazione da corsi d'acqua;

che l’obiettivo è legittimo ed improrogabile in quanto il mancato Deflusso Minimo Vitale sta producendo danni irreparabili sia agli allevatori che coltivatori oltre che alla Flora e Fauna fluviale , elementi questi di grande pregio ambientale e pilastri fondanti della tanto sbandierata "Biodiversità" del parco Cilento (patrimonio Unesco, Riserva di Biosfera, Geoparco mondiale, Sito di Interesse Comunitario, Zona a Protezione Speciale);

che stante la situazione attuale, le popolazioni dei paesi direttamente interessati quali Piaggine,Valle dell’Angelo,Campora, Laurino, Magliano Vetere, Felitto e Castel San Lorenzo hanno subito e continuano a subire notevoli danni ambientali oltre che forti ricadute di presenze turistiche in tutto il comprensorio dell’alta Valle del Calore;

tutto ciò premesso, con la presente petizione si fa istanza di sensibilizzazione alle Autorità in indirizzo, affinchè venga fatto rispettare l’art. 12 bis del R.D. n° 1775 del 1933 e si prodighino, ciascuna per le proprie competenze, a ripristinare lo stato di diritto violato in dispregio alle leggi vigenti e si renda giustizia, anche se con notevole ritardo, del sopruso subito da tutte le comunità locali interessate nella loro qualità di appartenenza al Patrimonio Mondiale Unesco che cosi recita:

Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è il magnifico risultato dell'opera combinata della natura e dell'uomo. Situato sulla costa al centro del mare Mediterraneo, ne è sintesi perfetta nella convivenza tra natura e cultura, luogo di scambio e di contaminazione.

E' oggi un paesaggio vivente che mantiene un ruolo attivo nella società contemporanea ma conserva i caratteri tradizionali che lo hanno generato, nell'organizzazione del territorio, la trama dei percorsi, la struttura delle coltivazioni e il sistema degli insediamenti. Il Cilento realizza l'incontro tra mare e montagna, Atlantico e Oriente, culture nordiche e africane, fonde popoli e civiltà e ne conserva le tracce evidenti nei suoi caratteri distintivi: l'archeologia, la natura, le tradizioni".

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