Lunedi, 21 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento21.05.2012 19:29

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Roccadaspide 3° comune in Italia per la differenziata

rifiuti

Un successo straordinario: a Roccadaspide non si esagera con i superlativi quando si tratta di parlare dei risultati raggiunti in fatto di raccolta differenziata.

Ed un nuovo risultato, tra i tanti raggiunti dal 2007 ad oggi, è arrivato con il raggiungimento dell’82,16% di differenziata. Questo significa che Roccadaspide è il primo comune della Campania ed il terzo in Italia per la raccolta differenziata, secondo la classifica stilata da Legambiente tra i comuni con popolazione superiore ai 6mila abitanti.

Il merito di questo importante riconoscimento è da ricondurre all’efficienza del servizio di raccolta: un servizio meticoloso, che ha permesso di abolire non solo i cumuli di spazzatura, che negli anni passati non di rado di vedevano lungo le strade, ma anche contenitori e campane per il vetro.

A Roccadaspide il sistema della raccolta differenziata porta a porta è attivo fin dal marzo 2007, non solo nel capoluogo ma anche nelle 5 frazioni: fin dalla prima fase dell’applicazione del sistema sono stati impiegati solo operai comunali ed utilizzati automezzi comunali che ogni giorno percorrono 500 km su tutto il territorio.

A contribuire al raggiungimento di questo obiettivo, diversi provvedimenti: la realizzazione dell’isola ecologica, che serve anche il comune di Trentinara; l’attivazione di un servizio di compostaggio domestico, in conseguenza del quale molte famiglie ottengono una riduzione del 30%; l’istituzione di un servizio di raccolta di batterie; l’istituzione di un centro di raccolta convenzionato con il Centro di Coordinamento RAEE per la raccolta di frigoriferi, televisioni, monitor, apparecchi di illuminazione; l’istituzione della raccolta di indumenti ed accessori di abbigliamento, mediante l’impiego di appositi contenitori.

Tra i progetti per l’ambiente, c’è quello denominato “In viaggio con l’olio esausto”, un progetto di salvaguardia ambientale legato alla raccolta capillare degli oli domestici vegetali. Il progetto nasce dalla considerazione che l’olio usato non smaltito correttamente comporta problemi di inquinamento dei corsi d’acqua e del mare, e quindi danneggia l’ambiente, ma anche alle condutture delle case.

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