Il parco della mia città

by Salerno on

Il parco della mia città esiste da quando ero piccolo e probabilmente anche da prima. Chissà quanti anni è che vede ogni giorno passare tutte quelle persone in cerca di un posto per riposarsi o semplicemente di passaggio, frenetici, con la ventiquattro ore in mano diretti verso l’ufficio.

Io lo frequento molto da quando ho preso Ben, in canile, il mio cagnolone e fratello di avventure dal quale ormai non posso mai separarmi. No in realtà ho scoperto che far ejogging insieme a lui è distruttivo, per cui quando voglio farmi la mia corsetta serale lo lascio a casa a rilassarsi, tranquillo tranquillo.

Mi è bastata quella volta che, appena comprato il mio nuovissimo cardiofrequenzimetro da polso, sono andato a correre con lui. Purtroppo non pensavo che un cane potesse tirare così tanto, ero sempre stato abituato ad avere piccoletti pelosi, anziché lupi pesanti e possenti. Insomma, morale della favola: mi sono trovato a faccia in giù, sul vialetto del parco, con Ben intento a leccarmi la faccia quasi a volersi scusare. Da lì ho capito che forse, in quelle circostanze, è meglio stare separati.

Sono appena tornato dalla nostra passeggiata quotidiana, il parco era bellissimo oggi: una giornata stupenda, soleggiata al punto giusto, fresca e leggermente ventilata. Siamo stati seduti sotto a un albero a giocare per un po’, finché Ben non si è stancato e io ho tirato il mio fedele sketchbook e ho fatto qualche disegno. Principalmente faccio ritratti ma se non ci sono modelli (ignari o meno) a disposizione, mi dedico ai paesaggi.

Quando Ben si è svegliato mi sono accorto che non avevamo più acqua, quindi siamo subito tornati a casa. E per fortuna, aggiungerei, da non esserci neppure una nuvola al diluvio universale, sta piovendo a dirotto adesso, roba da non crederci!

Written by: Salerno

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