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Liscio è bello! Ma boccoloso è meglio!

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Chi ha i capelli lisci li vuole ricci, chi li ha ricci li vuole lisci, insomma, non siamo mai soddisfatte della nostra capigliatura! Prerogativa principalmente femminile, ma anche di qualche maschietto ultimamente 😉 , la ricerca della messa in piega perfetta è come quella del Sacro Graal, ci vuole fede e costanza!
Fortunatamente abbiamo gli strumenti perfetti per poter cambiare un po’ quando vogliamo, a partire dal prezioso aiuto del parrucchiere, grazie ad arricciacapelli e piastre per capelli possiamo soddisfare praticamente ogni nostra esigenza!

Oggi voglio parlare dei boccoli, via di mezzo fra lisci e ricci, che siano sotto forma di riccioli molto larghi o onde morbide e ampie sono sinonimo di femminilità. Sensuali o sbarazzini a seconda dello styling che gli si vuole dare, per ottenere onde e boccoli non dobbiamo più ricorrere a ore sotto il casco del parrucchiere o farci venire i crampi alle braccia per l’uso smodato di phon e spazzola! Basta una semplice piastra!piastre per capelli

Ormai un po’ tutte siamo diventate pratiche dell’uso di questo elettrodomestico di bellezza, ma se invece che utilizzarlo per ottenere chiome perfettamente lisce lo usassimo per creare onde e boccoli morbidi?
Disponibili in commercio in sempre più varianti dalle dimensioni alle tecnologie impiegate, dai materiali di costruzione al packaging, le piastre per capelli si sono trasformate in accessori davvero versatili!

Utilizzatele per domare la vostra chioma ribelle o per sistemare dei capelli lisci che magari tendono un pochino al crespo ma non dimenticate che potete creare delle bellissime onde con le piastre!
Grazie ai bordi smussati, basterò inserire la ciocca all’interno e ruotare il polso mentre si scende dalla radice verso le punte! In un attimo vi ritroverete con una bella chioma boccolosa.

Basta prendere un po’ di confidenza con la gestualità e con l’esperienza sarà sempre più facile e veloce ottenere onde e boccoli con la piastra!

Capelli naturali, il must dell’estate 2017!

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Per noi donne i capelli sono davvero importanti! Impieghiamo un sacco di tempo a curarli e ad acconciarli, a volte li stressiamo anche un po’ con cambi di colore e di styling che possono sfibrarli, ma quanto ci piace seguire la moda? 😀
Fortunatamente, ogni tanto le tendenze invece che presentarci acconciature super strutturate e messe in piega da opera d’arte, ci spingono verso un look più naturale e fresco. Questo è l’esempio dell’estate 2017, durante la quale la parola d’ordine per i capelli diventa: naturalezza!

Lo sappiamo benissimo, a noi donne piace cambiare e i capelli diventano il riflesso esteriore del nostro umore e spesso anche dei cambiamenti che ci troviamo ad affrontare nella vita. Ma quanto è bello ogni tanto abbandonare i prodotti per lo styling e godersi una capigliatura naturale?
Così la moda viene in aiuto anche delle più pigre e delle più conservatrici che potranno finalmente sfoggiare le loro chiome al naturale senza doversi preoccupare di essere demodè!

Che siano lunghi o corti, lisci o ricci, valorizzate i vostri capelli senza stravolgerli con acconciature o messe in piega troppo creative e strutturate! Basterà curare con attenzione la vostra chioma per poter essere al passo con le tendenze estive e magari utilizzare un phon professionale che possa asciugarli in poco tempo senza stressarli troppo con il calore, anzi!phon professionale
Gli asciugacapelli professionali mettono a disposizione potenza e materiali ottimi per prendersi cura della chioma durante l’asciugatura spesso arricchiti da trattamenti studiati per mantenere l’idratazione del capello, scongiurare l’effetto crespo e renderli sani e morbidi al naturale!

Da riccia non posso che essere felice di abbracciare la moda di quest’estate! Posso lasciarli naturali e curarli con attenzione così da non ritrovarmi alla fine della stagione con una scopa di saggina al posto dei capelli 😀 .

Un viaggio nuovo mi aspetta

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Un titolo fuorviante, forse, ma è vero: ho di fronte a me un importante viaggio che mi sono deciso a intraprendere, quello della forma fisica. Sono in sovrappeso e la vita da single che faccio da quando abito da solo di certo non giova, la mia alimentazione si basa su pizza surgelata e fast food da asporto di vario genere. L’ultima volta che ho mangiato un’insalata come contorno risale al periodo di convivenza coi miei genitori, ciò sottolinea bene la qualità della mia dieta.

Mi sono stufato, però, ho una pancetta che non è più tanto etta ma un po’ troppo ona quindi ho deciso: dieta e tapis roulant elettronico. Stavo guardando online di acquistarne uno possibilmente richiudibile, visto che abito in un monolocale, e ho cliccato qualche visita il sito web sparso qua e là, tra una recensione e l’altra.

Per la dieta mi sono affidato a un dietista che è sbiancato quando ha saputo il mio diario alimentare. Lo so che non ho scuse, vivere da solo, come ha giustamente sottolineato anche il dottore, non è un motivo valido per abbuffarsi di schifezze. E soprattutto mi ha sgridato perché salto i pasti, non ne faccio 5 come dovrei fare, ma ne faccio due soli: niente colazione, niente spuntini e troppi grassi, mi ha spiegato, hanno portato il mio metabolismo a diventare un pigrone proprio come me.

Mi ha suggerito lui di prendermi qualche attrezzo da usare in casa, non avendo tempo per la palestra, in particolare mi ha evidenziato la possibilità di scegliere tra un treadmill o una cyclette. Ho optato per il tapis solo perché la cyclette mi sembra molto ma molto più noiosa, solo che devo scegliere un modello molto silenzioso, visto che sicuramente correrò guardando la TV o un film in streaming.

Il parco della mia città

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Il parco della mia città esiste da quando ero piccolo e probabilmente anche da prima. Chissà quanti anni è che vede ogni giorno passare tutte quelle persone in cerca di un posto per riposarsi o semplicemente di passaggio, frenetici, con la ventiquattro ore in mano diretti verso l’ufficio.

Io lo frequento molto da quando ho preso Ben, in canile, il mio cagnolone e fratello di avventure dal quale ormai non posso mai separarmi. No in realtà ho scoperto che far ejogging insieme a lui è distruttivo, per cui quando voglio farmi la mia corsetta serale lo lascio a casa a rilassarsi, tranquillo tranquillo.

Mi è bastata quella volta che, appena comprato il mio nuovissimo cardiofrequenzimetro da polso, sono andato a correre con lui. Purtroppo non pensavo che un cane potesse tirare così tanto, ero sempre stato abituato ad avere piccoletti pelosi, anziché lupi pesanti e possenti. Insomma, morale della favola: mi sono trovato a faccia in giù, sul vialetto del parco, con Ben intento a leccarmi la faccia quasi a volersi scusare. Da lì ho capito che forse, in quelle circostanze, è meglio stare separati.

Sono appena tornato dalla nostra passeggiata quotidiana, il parco era bellissimo oggi: una giornata stupenda, soleggiata al punto giusto, fresca e leggermente ventilata. Siamo stati seduti sotto a un albero a giocare per un po’, finché Ben non si è stancato e io ho tirato il mio fedele sketchbook e ho fatto qualche disegno. Principalmente faccio ritratti ma se non ci sono modelli (ignari o meno) a disposizione, mi dedico ai paesaggi.

Quando Ben si è svegliato mi sono accorto che non avevamo più acqua, quindi siamo subito tornati a casa. E per fortuna, aggiungerei, da non esserci neppure una nuvola al diluvio universale, sta piovendo a dirotto adesso, roba da non crederci!

Il lavoro del promoter

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Sono uno studente di economia e commercio all’università, la facoltà è una delle più impegnative, secondo me, del panorama scolastico, ma ovviamente la vita di tutti i giorni procura delle necessità che bisogna per forza di cosa sfamare.

Ho trovato recentemente un lavoro part-time, da svolgere prevalentemente il venerdì, il sabato e la domenica, come promoter. Nella bacheca della mia facoltà un bigliettino molto promettente, con altrettanti foglietti contenenti numeri di cellulare da poter staccare, mi ha aperto questa piccolissima porta che non mi sono fatto sfuggire.

I miei genitori hanno già sulle spalle tutte le spese per le tasse universitarie e per i libri, se lavorando un pochino potessi avere qualche soldo mio, almeno per pagarmi il vitto, l’alloggio e gli sfizi, perché non provare?

Il problema è che fare il promoter ha due lati molto distinti tra loro: c’è la volta che ti va bene bene e la volta che ti va male male. Non mi riferisco tanto alle vendite dei prodotti da presentare, quanto ai prodotti in sé. Capiamo tutti molto bene quanto sia semplice invogliare i clienti a provare un energy drink nuovo e quanto possa esser difficile convincerli a salire su una cyclette Diadora, nel mezzo al centro commerciale dove stanno facendo la spesa, per scoprirne i benefici.

Ho finora lavorato poco, certo, però ho già avuto modo di farmi un’idea della fatica del lavoro e delle cose che comporta implicitamente. La divisa è un aspetto che non avevo calcolato: a seconda dell’azienda che bisogna sponsorizzare, si possono avere divise differenti da dover per forza tenere addosso. Ci sono brand che forniscono belle casacche nere, molto classiche, con magari la scritta del marchio in rosso sul petto.

Ci sono però brand che adottano i colori più terribili dell’universo, una volta fui costretto a mettere una t-shirt color acqua marina, per invogliare i clienti a provare un nuovissimo shampoo antiforfora, che ovviamente aveva lo stesso colore sulla confezione. Non mi lamento, per carità, è pur sempre un lavoro…ma dei colori più indossabili no, eh?!

Documentari assurdi

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Adoro guardare i documentari, da sempre. Quando ero piccola mi gustavo quei bei programmi sugli animali che mi hanno insegnato davvero tante cose, ho scoperto un sacco di splendide specie che neanche immaginavo potessero esistere.

Poi ho cominciato ad appassionarmi di storia, in particolare di quella antichissima: fenici, babilonesi ed egizi in particolare, ho sempre amato quell’alone di mistero che gira attorno a loro. Sono dei popoli così avanzati, nonostante siano esistiti tantissimi anni fa, e ancora oggi non siamo riusciti a scoprire tutti i segreti della loro esistenza.

I misteri mi hanno sempre affascinata molto, ho sempre sperato di essere una persona di quelle annoverate per aver risolto un mistero che da secoli attanaglia l’umanità. Del resto, però, sono convinta che risolvendo tutto poi non ci sarebbe più gusto a stare a questo mondo, no?

Comunque, dai misteri il salto ai documentari più assurdi è breve: mi piace molto l’ufologia e tutto ciò che concerne lo spazio. Qualche giorno fa, per esempio, mi sono vista un documentario sulla NASA: spiegava come avessero inventato il memory foam (ho un materasso di questo materiale) ed è stato molto interessante capire tutto quanto. Subito dopo, sullo stesso canale, un documentario su Nibiru e la serata era al completo.

Mi piacciono anche i documentari di sopravvivenza, in particolare quelli con Bear Grylls, sono così assurdi e disgustosi allo stesso tempo che non si può non amarli con tutto il cuore! Mi piacerebbe provare a fare un’esperienza del genere, giuro, anche se in effetti gli insetti già mi fanno schifo se se ne stanno sui muri di casa mia, pensare di mangiarli mi fa star male.

Non mi piacciono invece quelli che fanno vedere come sono fatte le cose, quelli dedicati alla fabbricazione di oggetti o cibi: li trovo noiosi e scontati. L’unica volta che ne vidi uno molto simpatico fu quello dedicato alla pizza surgelata: in quella fabbrica mettevano il pomodoro a secchiate, una cosa che mi ha fatto rabbrividire in quanto italiana!

Cosa c’è nella mia borsa…da mamma

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Su youtube e in molti blog che seguo va di moda fare il tag Cosa c’è nella mia borsa, una sorta di resoconto degli oggetti indispensabili che si portano nella borsa per sopravvivere fuori: cellulare, portafoglio, agenda, burro cacao, trucchi per ritocchi veloci, insomma, queste cose qui.

Bene, siccome sono una mamma ho deciso di fare lo stesso tag, però in versione materna 🙂 Ho una bellissima borsa fasciatoio che mi hanno regalato i suoceri alla nascita del mio bambino, bella capiente e bella anche da vedere.

Dentro ci tengo sempre un bel po’ di pannolini di ricambio, infilati in tutte le tasche possibili in modo da averli sempre con me. Immancabile, ovviamente, il biberon e lo scaldabiberon Chicco, mio fedele compagno di viaggi che funziona anche in auto 🙂

Poi ci tengo i suoi giocattoli, qualche sonaglino e il suo fidato orsacchiotto, che un tempo era mio, e dal quale non si separa mai! Ho anche l’immancabile bavaglino con su disegnata la Pimpa, un cartone animato che piace molto sia a lui che alla sottoscritta e che ogni volta ci guardiamo insieme con tanta felicità.

La borsa è fatta molto bene, considerando che si può attaccare al passeggino ed è comoda da tenere anche in spalla. Ha una taschina frontale utilissima per i genitori, io ci tengo sempre il portafoglio, le chiavi di casa, il cellulare e tutto quello che mi può servire quando esco. Per esempio se devo andare dal pediatra, ci metto il suo librettino, la tessera sanitaria e tutto quanto l’occorrente per essere provvista di tutto in caso di necessità.

La mia migliore amica è in dolce attesa, fra poco partorirà e ha organizzato una festa per l’arrivo del suo piccolo, penso proprio che le regalerò una borsa come questa, perchè una comodità del genere è unica!

Offerte da centro commerciale

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Sono una fanatica del risparmio, una di quelle donne che compra riviste e scandaglia ogni centimetro di ogni pagina in cerca del coupon. Non faccio come gli americani del programma Pazzi per la Spesa, cercando di pagare un euro per un miliardo di cose acquistate, ma devo ammettere che risparmiare su qualcosina non mi dispiace mai.

Stamani dovevo andare a fare la spesa settimanale, ho fatto una bella colazione al bar con mia figlia, prima di portarla a scuola, e non mi sono fatta sfuggire neppure un buono sui giornali del bar. Conosco i proprietari da una vita, vado sempre da loro da una vita e mi conoscono bene abbastanza per sapere questa mia “passione”.

Munita di carrello e con un bel gruzzoletto di coupon nella borsa, sono entrata nel centro commerciale con la faccia felice di un bambino il giorno di Natale. Mi piace far la spesa, adoro scegliere tutto quanto con molta cura e, come ho già detto, mi piace anche risparmiare – e a chi non piace?  – senza, però, mettere in secondo piano la qualità.

Avevo dei buoni molto convenienti per comprare la pasta, in sostanza prendendo tre scatole ne pagavo soltanto una: ne avevo in tutto tre, per cui mi sono portata a casa nove scatole di pasta (per un totale di quasi cinque chili) pagandone soltanto tre. Già ero al settimo cielo e ancora dovevo proseguire!

Avevo un coupon di sconto per cinque euro da spendere per i tovaglioli di carta, che praticamente mi sono portata a casa a un centesimo. Cento tovaglioli a un centesimo mi pare un ottimo acquisto! Dato che mi stavo comportando bene, sfogliando i miei coupon, ne ho notato uno per un epilatore Braun Silk Epil: sono andata a informarmi presso il reparto apposito ma avevano finito il modello col quale avrei potuto utilizzare lo sconto. Mi hanno assicurato che entro la prossima settimana rientreranno gli epilatori, per fortuna, visto che il buono scade fra quindi giorni.

Anche per il latte ho fatto un affarone, con quattro coupon da 0,50 centesimi ciascuno ho risparmiato davvero un sacco. Sarà anche una malattia, come mi dicono amici e parenti, ma se risparmio che male c’è?