Oltre 6mila ettari andati in fumo a causa di 903 incendi che hanno colpito 212 comuni, pari al 38% del totale. Il 9% degli incendi ha coinvolto centri urbani. Questi i numeri del “fuoco” in Campania per l’anno 2009, in aumento rispetto all'anno precedente.
Una fotografia luci ed ombre quella scattata da Legambiente e Protezione Civile nel dossier “Ecosistema Incendi 2010”, l’indagine che analizza la situazione dei comuni campani nella lotta agli incendi boschivi. Maglia nera alla Provincia di Salerno con 393 incendi (2290 ettari andati in fumo), segue la Provincia di Caserta con 124 incendi pari a 1433 ettari bruciati.
Gli incendi alimentano anche il business del rimboschimento; Legambiente stima che nel 2009 il giro d’affari legato al rimboschimento sia stato pari a 12 milioni di euro, visto che il rimboschimento di un ettaro bruciato costa 2000 euro. Davanti a questi numeri di fuoco, migliora l’attenzione dei comuni campani colpiti dalle fiamme: ben 7 comuni su 10, infatti, hanno realizzato il catasto delle aree bruciate, ma solo il 44% ha svolto campagne informative e il 36% ha avviato campagne di avvistamento e prevenzione incendi.
“Gli incendi - ha commentato Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania - sono ormai una costante nella nostra regione, una vera e propria emergenza ambientale e sociale che ha prodotto danni incalcolabili. Nessuno crede alla favola dell’autocombustione, ma sempre più c’è una vera e propria regia criminale che deve essere combattuta con interventi strutturali e funzionali. La maggiore attenzione alla tutela del territorio da parte di cittadini e molte amministrazioni comunali sta dando i suoi frutti, ma è necessario continuare a tenere alta la guardia perché i danni economici e ambientali che procurano gli incendi sono enormi”.
A livello nazionale sono 4 i comuni premiati con le bandiere “bosco pulito” per l’ottimo lavoro svolto nella mitigazione del rischio incendi: Cannalonga e San Mauro del Cilento nel salernitano, Moiano e Airola nel beneventano.
Sul fronte dell’illegalità sugli incendi boschivi, dove spesso ci troviamo di fronte alla vera e propria criminalità organizzata, in Campania il Corpo Forestale ha effettuato 2029 controlli e denunciato 13 persone. “Un lavoro difficile - commenta Pasquale Raia, responsabile aree protette di Legambiente Campania - vista la complessità di risalire ai colpevoli dei reati ambientali per la diffusa omertà, specialmente nelle piccole comunità montane. E’ determinate il ruolo che i cittadini possono avere per fermare i roghi.
Una strada nuova da perseguire - rilancia Raia - è l’applicazione in Campania del cosiddetto 'metodo Perna', sperimentato con successo in Aspromonte: una premialità rovesciata che, anziché finanziare i territori colpiti dai roghi, li penalizza, incentivando la sorveglianza e la cura dei boschi affinché non siano colpiti dalle fiamme: meno incendi ci saranno, più premialità si otterrà”.
Roghi in aumento in Campania, Provincia di Salerno maglia nera





