Cirielli: "Onore ai caduti", PDCI: "Dimettiti subito"
Nuove polemiche sulle celebrazioni del 25 aprile: anche quest'anno, infatti, il manifesto del presidente della Provincia Cirielli ha suscitato dissapori.
"La festa del 25 aprile - si legge nel manifesto fatto redigere dalla Provincia per la giornata della Liberazione - celebra la riconquista della libertà del popolo italiano dall'occupazione nazista e il ripristino dei valori della democrazia compromessi dal fascismo.
Il sacrificio di tanti militari e civili che, militando nella Resistenza e nell'esercito monarchico, si batterono con la coalizione 'Alleata' dei Paesi democratici, rappresenta il punto fondante della nostra nuova Nazione.
Tuttavia, bisogna ribadire 'come non ci si debba chiudere in rappresentazioni idilliache e mitiche della Resistenza, in particolare del movimento partigiano, come non se ne debbano tacere i limiti e le ombre'.
Non tutti, nella Resistenza, si batterono per la democrazia e non tutti lo fecero con onore e civiltà, come dimostrano i fatti accaduti nel 'Triangolo della morte', tra le province di Reggio Emilia, Bologna e Ferrara. Ed è giusto che, dopo tanti anni, un pensiero commosso vada a tutti coloro, in particolare ai Caduti, che combatterono per la Patria, anche quelli che, in buona fede, lo fecero dalla 'parte sbagliata'.
Così come è giusto ricordare che tanti Italiani persero la libertà, la terra dei propri avi, la vita, costretti a fuggire dall'Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia, sull'ombra della feroce pulizia etnica delle foibe, scatenata dal dittatore jugoslavo Tito, con la complicità dei leader comunisti italiani. E' un obbligo morale, altresì, che l'Italia ricordi anche i tanti caduti degli eserciti alleati e, in particolare, del contingente statunitense, morti per la nostra libertà.
Da quel sacrificio è nata un'alleanza, la Nato, che ha garantito un periodo di pace e prosperità senza precedenti, salvando l'Italia, e purtroppo solo l'Europa occidentale, dalla dittatura sovietica. Ecco, il 25 aprile per la Provincia di Salerno deve rappresentare la celebrazione dei valori di libertà, di tolleranza, di perdono e di democrazia, che meritano, dopo quasi 70 anni, di essere solennemente affermati".
Le parole del numero uno di Palazzo Sant'Agostino, però, hanno scatenato la reazione della sezione provinciale del Partito dei Comunisti Italiani, Federazione della Sinistra, guidati dal segretario Paolo Battista. "Il partito dei Comunisti Italiani della provincia di Salerno - si legge in una nota - chiede le immediate dimissioni da Parlamentare e da Presidente della Provincia di Edmondo Cirielli.
Sorvolando sugli scandali giudiziari che da qualche tempo investono l’amministrazione provinciale, è preciso dovere dei Comunisti di questa provincia e in generale degli antifascisti e dei democratici tutti difendere la memoria della resistenza. Per il terzo anno consecutivo il presidente Cirielli cerca di riscrivere la storia del nostro paese, affiggendo per le vie del capoluogo un manifesto delirante. La misura della nostra indignazione è ormai colma.
Le ipotesi sono due: o Cirielli crede veramente a quanto riportato nei suoi manifesti, o cerca di fare disinformazione. Nel primo caso, sia chiaro una volta per tutte, la sua libertà d’espressione è stata garantita dal sacrificio di giovani partigiani come Giaime Pintor e dalla strenua resistenza di valorosi antifascisti come il dirigente del Pci Mario Garuglieri. Quando Cirielli parla di “onore ai Caduti” non fa altro che mettersi sullo stesso piano di minuscole organizzazioni para-teppistiche da qualche tempo operanti sul nostro territorio e afferenti all’area politica dell’estrema destra fascista.
Pertanto, chiedere di “onorare” la memoria dei delinquenti che parteciparono alla repubblica di Salò equivale all’apologia di reato. Inoltre, sostenere che gli angloamericani ci abbiano liberato dal comunismo è un falso storico, vuol dire ignorare gli accordi di Yalta. Nel caso in cui Cirielli non creda a quanto affermato, ma cerchi di infangare la memoria dei Partigiani per mero calcolo personale, al fine di confondere quanti, in un’epoca ormai storicamente lontana dai fatti, sono vittime di una temperie morale superficiale e deviante, e pertanto inclini a credere alle mistificazioni filo-fasciste, si configura per il presidente della Provincia il reato di abuso della credulità popolare e di diffamazione.
Infatti, offendere città insignite della medaglia d’oro per la resistenza, quali Bologna e Reggio nell’Emilia, è indegno di un italiano che ricopre incarichi istituzionali. Nel caso in cui Cirielli non facesse un passo indietro, ci vedremmo costretti a chiedere l’intervento della magistratura. Ricordando a tutti gli antifascisti le celebrazioni che si terranno in piazza vittorio Veneto a Salerno nella mattinata del 25 aprile, gridiamo a voce alta: Viva la Resistenza".
Commenti
E SONO QUESTA LIBERTA' E QUESTA DEMOCRAZIA CHE CONSENTONO OGGI DI NON COINDIVEDERE I VALORI DELL' ANTI NAZI - FASCISMO.
E SONO SEMPRE QUESTA LIBERTA' E QUESTA DEMOCRAZIA CHE PERO' LI CONDANNANO AD UNA PENA MITE MA INESORABILE : ................QUELLA DI CONTINUARE A PARLARE A VANVERA.