Un viaggio nuovo mi aspetta

DietaMi sono stufato, però, ho una pancetta che non è più tanto etta ma un po’ troppo ona quindi ho deciso: dieta e tapis roulant elettronico. Stavo guardando online di acquistarne uno possibilmente richiudibile, visto che abito in un monolocale, e ho cliccato qualche visita il sito web sparso qua e là, tra una recensione e l’altra.

Per la dieta mi sono affidato a un dietista che è sbiancato quando ha saputo il mio diario alimentare. Lo so che non ho scuse, vivere da solo, come ha giustamente sottolineato anche il dottore, non è un motivo valido per abbuffarsi di schifezze. E soprattutto mi ha sgridato perché salto i pasti, non ne faccio 5 come dovrei fare, ma ne faccio due soli: niente colazione, niente spuntini e troppi grassi, mi ha spiegato, hanno portato il mio metabolismo a diventare un pigrone proprio come me.

Mi ha suggerito lui di prendermi qualche attrezzo da usare in casa, non avendo tempo per la palestra, in particolare mi ha evidenziato la possibilità di scegliere tra un treadmill o una cyclette. Ho optato per il tapis solo perché la cyclette mi sembra molto ma molto più noiosa, solo che devo scegliere un modello molto silenzioso, visto che sicuramente correrò guardando la TV o un film in streaming.

Il brutto di lavorare su internet

Lavoro con il web, in proprio, e c’è un aspetto che proprio non sopporto: la pubblicità truffaldina. Intendo quella che ti capita sotto il click del mouse e sulla quale clicchi per sbaglio, trovandoti poi in un mare di pubblicità su pubblicità che si aprono una dopo l’altra. Una tragedia.

Mi è successo più di una volta di trovarmi su pagine di materassi on line in vendita o annunci di siti per incontri a mia insaputa, facendo anche delle discrete figure barbine. Per esempio un classico: compare tua madre alle spalle e, dietro di te, si sono aperte 4 o 5 pagine di ragazze che cercano un partner. Mia madre, tra il disgustato e il sorpreso, mi ha sempre preso in giro, proprio lei che clicca anche sui pop-up hai vinto un milione di euro, clicca qui!

Il brutto di lavorare su internet e sfruttare piattaforme online è che, a volte, mentre stai facendo delle ricerche per il tuo lavoro, ti trovi a dover girare un po’ e macinare pagine su pagine. Poi, per un momento di sbadatezza, zac! Il danno è fatto, hai dato il via all’apertura incontrastata di un milione di pubblicità che si apriranno finché vorranno loro: fortuna che uso Linux, almeno qui i virus non arrivano.

Mi chiederete, perché non installi AdBlock? Semplice, capisco l’importanza della pubblicità per chi vive di internet. Soprattutto quando guardo Youtube, almeno che non sia sull’account di uno youtuber che mi sta particolarmente antipatico, lascio sempre scorrere la pubblicità fino alla fine per farlo monetizzare. È il suo lavoro, del resto, se si impegna per offrirmi un buon servizio d’intrattenimento perché dovrei cercare di rubare qualche centesimo e non darglielo con una semplice view?

Però ci sono pubblicità e pubblicità: quelle che se ne stanno buone nel loro spazio, in attesa che qualcuno le clicchi, e quelle che si fanno cliccare con l’inganno. Ecco, delle seconde farei volentieri a meno!

Il parco della mia città

Il parco della mia città esiste da quando ero piccolo e probabilmente anche da prima. Chissà quanti anni è che vede ogni giorno passare tutte quelle persone in cerca di un posto per riposarsi o semplicemente di passaggio, frenetici, con la ventiquattro ore in mano diretti verso l’ufficio.

Io lo frequento molto da quando ho preso Ben, in canile, il mio cagnolone e fratello di avventure dal quale ormai non posso mai separarmi. No in realtà ho scoperto che far ejogging insieme a lui è distruttivo, per cui quando voglio farmi la mia corsetta serale lo lascio a casa a rilassarsi, tranquillo tranquillo.

Mi è bastata quella volta che, appena comprato il mio nuovissimo cardiofrequenzimetro da polso, sono andato a correre con lui. Purtroppo non pensavo che un cane potesse tirare così tanto, ero sempre stato abituato ad avere piccoletti pelosi, anziché lupi pesanti e possenti. Insomma, morale della favola: mi sono trovato a faccia in giù, sul vialetto del parco, con Ben intento a leccarmi la faccia quasi a volersi scusare. Da lì ho capito che forse, in quelle circostanze, è meglio stare separati.

Sono appena tornato dalla nostra passeggiata quotidiana, il parco era bellissimo oggi: una giornata stupenda, soleggiata al punto giusto, fresca e leggermente ventilata. Siamo stati seduti sotto a un albero a giocare per un po’, finché Ben non si è stancato e io ho tirato il mio fedele sketchbook e ho fatto qualche disegno. Principalmente faccio ritratti ma se non ci sono modelli (ignari o meno) a disposizione, mi dedico ai paesaggi.

Quando Ben si è svegliato mi sono accorto che non avevamo più acqua, quindi siamo subito tornati a casa. E per fortuna, aggiungerei, da non esserci neppure una nuvola al diluvio universale, sta piovendo a dirotto adesso, roba da non crederci!go

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Il lavoro del promoter

promoterHo trovato recentemente un lavoro part-time, da svolgere prevalentemente il venerdì, il sabato e la domenica, come promoter. Nella bacheca della mia facoltà un bigliettino molto promettente, con altrettanti foglietti contenenti numeri di cellulare da poter staccare, mi ha aperto questa piccolissima porta che non mi sono fatto sfuggire.

I miei genitori hanno già sulle spalle tutte le spese per le tasse universitarie e per i libri, se lavorando un pochino potessi avere qualche soldo mio, almeno per pagarmi il vitto, l’alloggio e gli sfizi, perché non provare?

Il problema è che fare il promoter ha due lati molto distinti tra loro: c’è la volta che ti va bene bene e la volta che ti va male male. Non mi riferisco tanto alle vendite dei prodotti da presentare, quanto ai prodotti in sé. Capiamo tutti molto bene quanto sia semplice invogliare i clienti a provare un energy drink nuovo e quanto possa esser difficile convincerli a salire su una cyclette Diadora, nel mezzo al centro commerciale dove stanno facendo la spesa, per scoprirne i benefici.

Ho finora lavorato poco, certo, però ho già avuto modo di farmi un’idea della fatica del lavoro e delle cose che comporta implicitamente. La divisa è un aspetto che non avevo calcolato: a seconda dell’azienda che bisogna sponsorizzare, si possono avere divise differenti da dover per forza tenere addosso. Ci sono brand che forniscono belle casacche nere, molto classiche, con magari la scritta del marchio in rosso sul petto.

Ci sono però brand che adottano i colori più terribili dell’universo, una volta fui costretto a mettere una t-shirt color acqua marina, per invogliare i clienti a provare un nuovissimo shampoo antiforfora, che ovviamente aveva lo stesso colore sulla confezione. Non mi lamento, per carità, è pur sempre un lavoro…ma dei colori più indossabili no, eh?!

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Documentari assurdi

Adoro guardare i documentari, da sempre. Quando ero piccola mi gustavo quei bei programmi sugli animali che mi hanno insegnato davvero tante cose, ho scoperto un sacco di splendide specie che neanche immaginavo potessero esistere.

Poi ho cominciato ad appassionarmi di storia, in particolare di quella antichissima: fenici, babilonesi ed egizi in particolare, ho sempre amato quell’alone di mistero che gira attorno a loro. Sono dei popoli così avanzati, nonostante siano esistiti tantissimi anni fa, e ancora oggi non siamo riusciti a scoprire tutti i segreti della loro esistenza.

I misteri mi hanno sempre affascinata molto, ho sempre sperato di essere una persona di quelle annoverate per aver risolto un mistero che da secoli attanaglia l’umanità. Del resto, però, sono convinta che risolvendo tutto poi non ci sarebbe più gusto a stare a questo mondo, no?

Comunque, dai misteri il salto ai documentari più assurdi è breve: mi piace molto l’ufologia e tutto ciò che concerne lo spazio. Qualche giorno fa, per esempio, mi sono vista un documentario sulla NASA: spiegava come avessero inventato il memory foam (ho un materasso di questo materiale) ed è stato molto interessante capire tutto quanto. Subito dopo, sullo stesso canale, un documentario su Nibiru e la serata era al completo.

Mi piacciono anche i documentari di sopravvivenza, in particolare quelli con Bear Grylls, sono così assurdi e disgustosi allo stesso tempo che non si può non amarli con tutto il cuore! Mi piacerebbe provare a fare un’esperienza del genere, giuro, anche se in effetti gli insetti già mi fanno schifo se se ne stanno sui muri di casa mia, pensare di mangiarli mi fa star male.

Non mi piacciono invece quelli che fanno vedere come sono fatte le cose, quelli dedicati alla fabbricazione di oggetti o cibi: li trovo noiosi e scontati. L’unica volta che ne vidi uno molto simpatico fu quello dedicato alla pizza surgelata: in quella fabbrica mettevano il pomodoro a secchiate, una cosa che mi ha fatto rabbrividire in quanto italiana!

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Cosa c’è nella mia borsa…da mamma

orSu youtube e in molti blog che seguo va di moda fare il tag Cosa c’è nella mia borsa, una sorta di resoconto degli oggetti indispensabili che si portano nella borsa per sopravvivere fuori: cellulare, portafoglio, agenda, burro cacao, trucchi per ritocchi veloci, insomma, queste cose qui.

Bene, siccome sono una mamma ho deciso di fare lo stesso tag, però in versione materna :) Ho una bellissima borsa fasciatoio che mi hanno regalato i suoceri alla nascita del mio bambino, bella capiente e bella anche da vedere.

Dentro ci tengo sempre un bel po’ di pannolini di ricambio, infilati in tutte le tasche possibili in modo da averli sempre con me. Immancabile, ovviamente, il biberon e lo scaldabiberon Chicco, mio fedele compagno di viaggi che funziona anche in auto :)

Poi ci tengo i suoi giocattoli, qualche sonaglino e il suo fidato orsacchiotto, che un tempo era mio, e dal quale non si separa mai! Ho anche l’immancabile bavaglino con su disegnata la Pimpa, un cartone animato che piace molto sia a lui che alla sottoscritta e che ogni volta ci guardiamo insieme con tanta felicità.

La borsa è fatta molto bene, considerando che si può attaccare al passeggino ed è comoda da tenere anche in spalla. Ha una taschina frontale utilissima per i genitori, io ci tengo sempre il portafoglio, le chiavi di casa, il cellulare e tutto quello che mi può servire quando esco. Per esempio se devo andare dal pediatra, ci metto il suo librettino, la tessera sanitaria e tutto quanto l’occorrente per essere provvista di tutto in caso di necessità.

La mia migliore amica è in dolce attesa, fra poco partorirà e ha organizzato una festa per l’arrivo del suo piccolo, penso proprio che le regalerò una borsa come questa, perchè una comodità del genere è unica!

Io odio il caldo

caldo-torrido-e-soleIo odio con tutto il cuore il caldo. Se ve lo state domandando no, non sono una di quelle persone che d’inverno si lamenta del freddo e d’estate si lamenta del caldo, io mi lamento solo del caldo. Adoro il freddo, adoro le felpe giganti e calde, adoro starmene sul divano a guardare la tv con una coperta sulle gambe e una tazza di latte caldo in mano.

Odio il caldo anche perché, pensare a tutte queste meravigliose cose che posso fare col freddo, inizio automaticamente a sudare. E soprattutto più aumentano le temperature, più mi manca l’inverno e, di conseguenza, più odio l’estate.

Se vivete da soli, poi, saprete benissimo che alcune delle mansioni più odiose e faticose, vanno fatte in casa, in autonomia. Per esempio stirare: guardo il mio ferro da stiro con caldaia e mi vengono le lacrime, non voglio neppure immaginare di doverlo accendere per stirarmi le cose che mi servono. Che poi, dal momento che uno lo mette in moto, che fa? Stira tutto ciò che ha a disposizione, con il risultato di farsi una bella sauna gratuita di almeno un’ora.

E l’aspirapolvere? Passare l’aspirapolvere con il caldo è un’altra cosa che odio particolarmente, non c’è un motivo ben preciso. Quell’elettrodomestico mi dà l’impressione di calore, non ho idea del motivo, ma lo odio. Non parliamo poi del phon: chi ha i capelli lunghi e tendenti al crespo, e magari lavora pure in un esercizio a contatto col pubblico, sa quanto sia una tortura doverseli asciugare e mettere in piega, anche con quaranta gradi all’ombra.

Non sarebbe più bello se le stagioni durassero in modo equo, a parte l’estate? Lo so che l’estate piace per il mare, il sole, il bel tempo, i gelati e le granite. Ma tutti i motivi che ho descritto qua sopra, non vi fanno sentire un po’ in colpa nei confronti di chi, come me, tutte quelle belle cose estive non se le può godere, per colpa del lavoro?

Offerte da centro commerciale 

Sono una fanatica del risparmio, una di quelle donne che compra riviste e scandaglia ogni centimetro di ogni pagina in cerca del coupon. Non faccio come gli americani del programma Pazzi per la Spesa, cercando di pagare un euro per un miliardo di cose acquistate, ma devo ammettere che risparmiare su qualcosina non mi dispiace mai.

Stamani dovevo andare a fare la spesa settimanale, ho fatto una bella colazione al bar con mia figlia, prima di portarla a scuola, e non mi sono fatta sfuggire neppure un buono sui giornali del bar. Conosco i proprietari da una vita, vado sempre da loro da una vita e mi conoscono bene abbastanza per sapere questa mia “passione”.

Munita di carrello e con un bel gruzzoletto di coupon nella borsa, sono entrata nel centro commerciale con la faccia felice di un bambino il giorno di Natale. Mi piace far la spesa, adoro scegliere tutto quanto con molta cura e, come ho già detto, mi piace anche risparmiare – e a chi non piace?  – senza, però, mettere in secondo piano la qualità.

Avevo dei buoni molto convenienti per comprare la pasta, in sostanza prendendo tre scatole ne pagavo soltanto una: ne avevo in tutto tre, per cui mi sono portata a casa nove scatole di pasta (per un totale di quasi cinque chili) pagandone soltanto tre. Già ero al settimo cielo e ancora dovevo proseguire!

Avevo un coupon di sconto per cinque euro da spendere per i tovaglioli di carta, che praticamente mi sono portata a casa a un centesimo. Cento tovaglioli a un centesimo mi pare un ottimo acquisto! Dato che mi stavo comportando bene, sfogliando i miei coupon, ne ho notato uno per un epilatore luce pulsata: sono andata a informarmi presso il reparto apposito ma avevano finito il modello col quale avrei potuto utilizzare lo sconto. Mi hanno assicurato che entro la prossima settimana rientreranno gli epilatori, per fortuna, visto che il buono scade fra quindi giorni.

Anche per il latte ho fatto un affarone, con quattro coupon da 0,50 centesimi ciascuno ho risparmiato davvero un sacco. Sarà anche una malattia, come mi dicono amici e parenti, ma se risparmio che male c’è?